Ho appena scoperto che dal fantastico libro di D. Foster Wallace -->"Brevi interviste con uomini schifosi" è stato tratto un film, e il regista è John Krasinski, l'attore di The Office (che sarebbe una delle mie preferite serie tv). Chi se lo sarebbe mai aspettato? A quanto pare il film è stato premiato al Sundance Film Festival.
Ecco un estratto dal libro, tanto per farvi incuriosire, nel caso.
Una storia ridotta all'osso della vita postindustriale
Quando vennero presentati, lui fece una battuta, sperando di piacere. Lei rise a crepapelle, sperando di piacere. Poi se ne tornarono a casa in macchina, ognuno per conto suo, lo sguardo fisso davanti a sé, la stessa identica smorfia sul viso. A quello che li aveva presentati nessuno dei due piaceva troppo, anche se faceva finta di sì, visto che ci teneva tanto a mantenere sempre buoni rapporti con tutti. Sai, non si sa mai, in fondo, o invece sì, o invece sì.
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TRAILER DEL FILM
Il film, in inglese, può essere scaricato da qui --> http://www.megaupload.com/?d=YI7JBOEG
I sottotitoli, in italiano, sono qui--> http://www.mediafire.com/?rjthf2rmczn
ehh sì.
domenica 10 gennaio 2010
Brevi interviste con uomini schifosi (film di John Krasinski)
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Etichette: Film, John Krasinski, Wallace
venerdì 25 dicembre 2009
proprietà del proprio corpo
il mio regalo di Natale è mettere in dubbio un po' di cose.
1 Secondo la teoria libertaria diventa proprietario di x il primo che mette a frutto x.
2 Secondo la teoria libertaria siamo proprietari dei nostri corpi perché siamo i primi ad averli abitati e quindi ad averli messi a frutto.
Ho pensato molto semplicemente che se accettiamo il punto 1 allora il punto 2 porta ad una conclusione difficilmente accettabile. Non voglio farla lunga: il primo individuo a mettere a frutto il nostro corpo è nostra madre, tramite lo sviluppo embrionale. Quindi nostra madre è proprietaria del nostro corpo.
Auguri.
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mercoledì 9 dicembre 2009
verso occidente
[contestualizzazione: i ragazzi si stanno dirigendo in questo luogo per girare questo grande spot del McDonald, ma la macchina si è ingolfata e tentano di tirarla fuori dal pantano con una cavalla di un contadino caritatevole. Il goodyear citato è una marca di pneumatici]
[di D.F. Wallace, Verso Occidente L'Impero Dirige Il Suo Corso, ultima pagina ca]
L'ho tirata un tantino troppo in lungo? Sono malato d'amore! Marchiato! Non ho nascosto assolutamente nulla. Quindi fidati: arriveremo. Che mi venga un colpo. Che Dio mi fulmini. A dir la verità, potremmo anche essere già arrivati. L'asfalto luccicante riflette lo sconfinato mezzogiorno del nostro stato. Vediamo la nostra immagine sulla strada su cui camminiamo. L'elicottero promozionale LordAloft di Jack Lord appare in questo momento, riflesso, nel cielo, mentre entra ed esce dall'ultima nuvola, cercando con un dito bianco puntato tutti quelli che sono fuori strada, bloccati, in ritardo sull'orario previsto. I raggi di sole della sua immagine illuminano la gomma posteriore della nostra macchina fatta in casa, che ruota sul posto mentre la cavalla galoppa sul posto, mentre il grosso vecchio spinge sul posto, senza far presa. Ma guarda la ruota! Senza niente che lo trattenga, il Goodyear gira e gira, ha perso il coprimozzo roteante, ha svelato i raggi di uno pneumatico radiale. Trattieni il respiro, rapito, nell'attesa di quell'indugio impossibile, di quella splendida interruzione: quel singolo momento in tutto il tempo radiale in cui qualcosa di invisibile in mezzo all'immagine sfocata dei raggi sembra scoppiettare, incepparsi e mettersi a ruotare in senso inverso all'interno di quella stessa rotazione
Guarda questa cosa. Guarda dentro ciò che ruota senza attrito. Chiudi gli occhi. Nessun venditore porta a porta suonerà al citofono, assolutamente nessuno. Rilassati. Stenditi. Non voglio nulla da te. Stenditi. Rilassati. Terreno di prima qualità viene spazzato via. Stenditi. Apri gli occhi. Vòltati in diverse direzioni. Guarda. Ascolta. Usa orecchie che sarei fiero di chiamare nostre. Ascolta il silenzio dietro il rumore dei motori. Cristo, tesoro, ascolta. Senti? È una canzone d'amore.
Per chi?
Tu sei il mio amore.
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sabato 21 novembre 2009
lunedì 9 novembre 2009
venerdì 6 novembre 2009
FREEDOM! FOREVER!
Buonasera Londra… Prima di tutto vi prego di scusarmi per questa interruzione. Come molti di voi, io apprezzo il benessere della routine quotidiana, la sicurezza di ciò che è familiare, la tranquillità della ripetizione. Ne godo quanto chiunque altro ma nello spirito della commemorazione affinché gli avvenimenti importanti del passato, generalmente associati alla morte di qualcuno o al termine di una lotta atroce e cruenta, vengano celebrati con una bella festa ho pensato che avremmo potuto dare risalto a questo cinque Novembre. Un giorno, aimé, sprofondato nell’oblio… Sottraendo un po’ di tempo alla vita quotidiana per sederci e fare due chiacchere. Alcuni vorranno toglierci la parola, sospetto che in questo momento stiano strillando ordini al telefono e che presto arriveranno gli uomini armati. Perché?? Perché mentre il manganello può sostituire il dialogo le parole non perderanno mai il loro potere. Perché esse sono il mezzo per giungere al significato e per coloro che vorranno ascoltare all’affermazione della verità e la verità è che c’è qualcosa di terribilmente marcio in questo paese! Crudeltà ed ingiustizia, intolleranza e oppressione e lì dove una volta c’era la libertà di obiettare, di pensare, di parlare nel modo ritenuto più opportuno lì ora avete censori e sistemi di sorveglianza che vi costringono ad accondiscere sotto ogni punto. Com’è accaduto? Di chi è la colpa? Sicuramente ci sono alcuni più resposabili di altri che dovranno rispondere di tutto ciò ma ancora una volta, a dire la verità, se cercate il colpevole non c’è che da guararsi allo specchio. Io so perché l’avete fatto. So che avevate paura e chi non l’avrebbe avuta: guerra, terrore, malattie… c’era una quantità enorme di problemi. Una macchinazione diabolica atta a corrompere la vostra ragione e a privarvi del vostro buonsenso. La paura si è impadronita di voi e il caos mentale ha fatto sì che vi rivolgeste all’attuale alto cancelliere: Adam Sutler. Vi ha promesso ordine e pace in cambio del vostro silenzioso, obbediente, consenso. Ieri sera ho cercato di porre fine a questo silenzio, ieri sera io ho distrutto il vecchio Beeli per ricordare a questo paese quello che ha dimenticato. Più di quattrocento anni fa un grande cittadino ha voluto imprimere per sempre nella nostra memoria il cinque Novembre. La sua speranza, quella di ricordare al mondo che l’equità, la giustizia e la libertà sono più che parole: sono prospettive. Quindi se non avete visto niente, se i crimini di questo governo vi rimangono ignoti vi consiglio di lasciar pssare inosservato il cinque Novembre. Ma se vedete ciò che vedo io, se la pensate come la penso io e siete alla ricerca come lo sono io vi chiedo di mettervi al mio fianco, a un anno da questa notte, fuori dai cancelli del parlamento e insieme offriremo loro un cinque Novembre che non verrà MAI… PIU’… DIMENTICATO!
oggi ho visto (in ritardo, sì sì) V per Vendetta. CAPOLAVORO.
Copio-incollo da The Diamond Age:
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Etichette: Film, Libertà, V per Vendetta
il bagno è un diritto
non ho voglia di giustificarmi del perché e del percome, brutti snobboni che non siete altro, comunque oggi stavo guardando forum su rete4.
Causa: una tipa molto grassa entra in un bagno di un ristorante, il bagno è molto piccolo e questa boh inciampa si fa male e chiede risarcimento. La causa fa molto ridere perché insomma sono proprio SCIOCCHI, e il pubblico inizia a dire che il bagno DEVE essere tenuto in ordine, DEVE essere grande, DEVE essere confortevole altrimenti il gestore non deve proprio avere il locale. Continuo a pensare "haha, ora il bagno è diventato un diritto!"; non faccio il tempo a dirlo che Rita urla "IL BAGNO È UN DIRITTO!!". Giuro. Il bagno è un diritto.
(che testa di cazzo, dovevo proprio scriverlo, se foste stati presenti sarebbe più divertente)
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dialoghi, 17bis
T: Questo incasinerà tutto il sistema di etichette.
M: CHE CAZZO C'È!?
T: Allora, nell'altro post non sono riuscito a fare proprio ciò di cui stavo parlando. Dopo averlo scritto e dopo averci dormito su ho pensato che l'esempio del martello non coglieva il punto esatto, e quindi ho attraversato -qualche stato di- ansia, e quindi ho pensato.
M: Sentiamo.
T: Perché quest'atteggiamento?
M: Uhm.
T: C'è sempre questa stanza con questo punto rosso, e AFFERRARE il concetto vorrebbe dire toccare il punto con un dito e riempirlo totalmente. Ma puoi pensare che io abbia delle dita grassoccie che mi impediscano di riempire SOLO il punto e sforino all'esterno. Chiaro? Dico tutto ciò che voglio dire, ma poi ne dico troppo e vado fuori e la cosa diventa incasinata e io non riesco DAVVERO a trasferire la merda che ho in testa nella tua testa, e questo mi crea imbarazzo. Possiamo utilizzare una bacchetta, ma ovviamente questa bacchetta dovrebbe avere un diametro esattamente identico a quello del punto, in modo da riempirlo completamente. Ma ora dobbiamo saper mirare con precisione, utilizzare una bacchetta non è banale. Potremo ad esempio riempire parte del punto in modo da poter comunicare ANCHE qualcosa di ciò che voglio dire, e cioè l'intersezione tra la parte o INSIEME occupata dalla bacchetta e il punto rosso, ma non comunicherò UNICAMENTE e TOTALMENTE ciò che voglio dire. La bacchetta è una metafora.
Cioè, la bacchetta è metafora di una metafora. Non so se...
[T prende un lungo respiro]
T: Sono convinto che fra due ore tutto ciò mi apparirà poco chiaro, poco a fuoco, poco potente e - fuori.
: )
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Etichette: Dialoghi Sacri, mettere a fuoco i concetti, Parole
martedì 3 novembre 2009
dialoghi 17
[...]
T: ma questo non è PROPRIO ciò che intendevo dire. Lo tocca, d'accordo ma non è...
M: Credo di aver capito, comunque..
T: Noo-
M: No, davvero.
T: Immagina una parete bianca, questo è l'argomennto, immagina un punto minuscolo e rosso, come se provenisse da un mirino red dot. Quello che devo fare è infilarci un chiodo con un martello. QUESTO vuol dire DIRE ciò che intendevo, Chiaro? Centrare -il punto-. E la maggior parte delle volte NON CI RIESCO e ME NE ACCORGO e non riesco proprio a parlarti.
M: Non urlare.
T: Perché, se poi non riesco a centrare questo punto, non riesco davvero a comunicare. Ciò che io ho in testa non viene DAVVERO trasferito M: Può mai vennire questo? T: SI', PUO' AVVENIRE. Perché se poi non ci capiamo, tu potresti fraintendere, io potrei fraintendere, piccoli errori casuali portano a grossi errori se reiterati [ecc] -PER QUESTO DEVO ESSERE PROLISSO, CHIARO!?-
M: uff-passiamo la vita pensando queste stronzate.
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domenica 1 novembre 2009
dmb
ultimamente un'amica mi ha fatto scoprire la Dave Matthews Band, e devo dire che è stata una scoperta felice. Ora, non so se questi tizi sono famosi, qualche mio amico li conosce di sfuggita e qualche altro no, in ogni caso se siete tra quelli che non li conoscono vi consiglio di rimediare, -equientroingiocoio-.
Ascoltate questa, poi mi dite.
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mercoledì 28 ottobre 2009
meno serio di quanto appaia
Le pompe d’intuizione sono degli esperimenti di pensiero, come la caverna di Platone, il diavoletto di Cartesio, il contratto sociale di Hobbes o gli imperativi categorici di Kant. Esercizi d’immaginazione, che indirizzano il modo di affrontare un problema. E questa la vera storia della filosofia: molti colleghi lo hanno dimenticato, ma gran parte delle idee filosofiche sono pompe d’intuizione. (dennett, "dove nascono le idee")
il grande filosofo utilizza le pompe di intuizione, quello un po' meno grande si accontenta di seghe mentali
(e la risposta è: sì, dopo questa stronzata potete anche smettere di leggere il mio blog per sempre)
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martedì 27 ottobre 2009
giochino tone matrix
vi segnalo questo fantastico giochino. Non riuscirete a smettere : )
giusto due pensieri: 1) è una scala pentatonica, per questo suona così cinese e così poco dissonante
2) volendo il risultato potrebbe assomigliare molto alla musica minimalista stile Reich - Riley - Anderson (phasing, se non sbaglio) e compagnia cantante, dove una serie di pattern cambia gradualmente e l'ascoltatore "segue "dal vivo" il processo compositivo". Musica a mio parere insopportabile da ascoltare (inutile, idiota, bah), ma divertente da "creare". Questo giochino sembra fatto apposta.
da MG blog
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mercoledì 21 ottobre 2009
We Didn't Start the Flame War
oook, questo non è un tumblr e i miei post dovrebbero avere un numero minimo di caratteri, ma insomma
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martedì 20 ottobre 2009
dialoghi 16
T: Hai presente quando si fa una battuta e non si ride?
V: No, faccio solo battute divertenti.
T: Poi magari dopo un po' si ripete quella stessa battuta e SI RIDE, per il motivo che quella battuta è stata sublimata e non racchiude più il significato di "battuta x", ma quello di "battuta x che nonostante diversi tentativi non si è mai rivelata divertente", ed è *questo* che fa ridere. Questo è uno dei tanti casi a cui stavo pensando di "io so che tu sai x", cioè io "meta-so x". X viene potato di alcune caratteristiche e ne acquista altre: basta costruirci un sistema intenzionale di tipo superiore.
V: Non credo di afferrare.
T: L'esempio della battuta era molto adeguato, ma ti stupiresti immaginando la grande applicazione. L'allusione e l'accenno utilizzano una meta conoscenza di ciò a cui si allude, e l'arte moderna pure. Io non mostro la mia merda perché voglio mostrare la mia merda, ma voglio mostrare tutto ciò che c'è intorno a te che guardi la mia merda, e ANZI voglio mostrare tutto ciò che tu pensi io voglia mostrare mentre sto mettendo in scena una cosa disgustosa e in genere poco appropriata da mettere in scena come la merda. Io sto meta mostrando e tu stai meta osservando.
V: Questo è il principale mezzo dell'ironia.
T: Sì, e della malizia o dell'ipocrisia e di altro. Due persone che parlano per anni non si riferiscono più agli oggetti di cui parlano, ma al loro stesso parlare degli oggetti di cui stanno parlando e di cui hanno già parlato. Un nuovo conoscente che sente due vecchi amici parlare afferra solo il lato più basso dei loro simboli, perché non possiede "le esperienze" necessarie per passare ad un altro livello, perché queste esperienze riguardano il ricordo del parlare delle due persone, che è nella loro testa.
V: Sistema intenzionale di secondo, terzo livello...?
T: Sì, anche se quella terminologia viene usata in maniera più ristretta. Parliamo di metatizzare (?) una o due volte, ma è uguale. Tornando ai due amici: due amici che si riferiscono al loro parlare stanno meta-parlando; due amici che si riferiscono a loro stessi mentre meta-parlano è un meta-parlare alla seconda. Può sembrarti strano, ma non credo che questi casi siano così rari.
Le metatizzazioni possono essere infinite. Due parlanti che parlano per un tempo infinito si riferiscono a tutto ciò che stanno dicendo e a tutto ciò che stanno meta-dicendo su tutti gli infiniti livelli simbolici. Questi parlanti non useranno allusioni, accenni, ironia, malizia o ipocrisia. Questi parlanti comunicheranno guardandosi negli occhi.
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domenica 18 ottobre 2009
Wrong Hole with DJ Lubel, Taryn Southern and Scott Baio
haha uhuh
Wrong Hole Lyrics
I took her on a date, things seemed so bright
I knew i would not need my you porn tonight
We go to her place and we fool around
We throw all our clothes...to the ground
We begin as she turns out the lights
I start but feel something so extra tight
I hear your cry, i see her frown
I look at the condom, it is all brown
Chorus:
Last Night. oooo
I stuck it in the wrong hole
I'm so sorry, oooo
from the bottom of my soul
....cause i stuck it in the wrong hole
Try some preparation H it'll make you feel better
In my defense those holes are so close together
Oh baby baby don't feel defiled
it's a common accident during doggy, doggy style
It was so dark I couldn't see so good
I had no idea where i put my wood
I want to make things better want to make things alright
If you want you can put on a strap on and give it back to me all night ( I'd rather if she didn't)
Chorus:
Bridge:
I never ever want to make you feel hurting
I guess thats why G-d made that hole not for inserting
Tell me how you feel, baby please don't pause
Now I know how they feel in that HBO show OZ
Maybe take some advit, your pain it will fix
From the way you are walking, you can compete in the special olympics
If this was Alabama we would be on trial,
Thats how my mom took my temperature as a child (with a thermometer)
Verse:
I've got a confession, and I think you mind
I kinda liked when you put it in my behind
I don't know baby, I'm no Sodomite
Can't we just try it again tonight....?
Alright!
Chorus:
Every night oooo
I stick it in the wrong hole
It's so much fun,oooo
and we don't need no birth control
When we stick it in the wrong hole.
I stuck in your ass.
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venerdì 9 ottobre 2009
insomma, molto velocemente, oggi ho visto un tipo senza naso.
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giovedì 1 ottobre 2009
leonardo facco (su omnibus) mi fa sta facendo avere degli orgasmi multipli
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venerdì 25 settembre 2009
“Se non vuoi un uomo infelice per motivi politici, non presentargli mai i due aspetti di un problema, o lo tormenterai; dagliene uno solo; meglio ancora, non proporgliene nessuno. Fa’ che dimentichi che esiste una cosa come la guerra. Se il Governo è inefficiente, appesantito dalla burocrazia e in preda a delirio fiscale, meglio tutto questo che non il fatto che il popolo abbia a lamentarsi. Pace, Montag. Offri al popolo gare che si possano vincere ricordando le parole di canzoni molto popolari, o il nome delle capitali dei vari Stati dell’Unione o la quantità del grano che lo Iowa ha prodotto l’anno passato. Riempi loro i crani di dati non combustibili, imbottiscili di “fatti” al punto che non si possano più muovere tanto sono pieni, ma sicuri d’essere “veramente ben informati”. Dopo di che avranno la certezza di pensare, la sensazione del movimento, quando in realtà sono fermi come un macigno.”
- Ray Bradbury, Fahrenheit 451
( via the diamond age) (via alkemilk) (via ilgobbomalefico)
----e tanto per rovinare questo post, riporto un frammento di conversazione che ho sentito ieri
"la società è malata... ci sono ... hai sentito il telegiornale? Le guerre tra bande... ci sono i... come si chiamano? I Nemo... contro i Russi!"
(nemo= emo; russi=truzzi)
(SIC!)
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martedì 22 settembre 2009
telefilm
Potete -procurarvi- l'episodio qui e i sottotitoli qui (quando saranno pronti, credo in giornata)
Ricordo che ieri è andato in onda anche How I Met Your Mother che continuerò a seguire speranzoso, sempre che anche questa quinta stagione non si confermi assolutamente stupida e inguardabile come la precedente.
La quarta stagione del fantastico 30 rock* andrà in onda solo il 15 Ottobre.
*30 rock si è aggiudicata in questi giorni l'emmyaward come miglior serie comedy e Alec Baldwin ha vinto anch'esso un emmy come miglior attore protagonista comedy.
Per l'ultima serie che seguo, Breaking Bad* (quella che attendo di più) [terza stagione], dovrò aspettare il 2010 :-s
*anche Bryan Cranston ha vinto un Emmy (miglior attore protagonista Drama). Meritato!
Comunque Big Bang Theory è ASSOLUTAMENTE da guardare. Ecco un video:
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domenica 13 settembre 2009
2 semi-semi-fobie
Ecco le mie due semi-semi fobie, cioè terrori paralizzanti ma facilmente occultabili, cioè più che altro piccole manie, ecco, diciamo piccole manie perché il termine fobia è pieno di così tanti significati da risultare imbarazzante. Inoltre in entrambi i casi credo che queste manie non siano tanto "particolari" da poter essere considerate fobie. In altri termini sono delle storture abbastanza diffuse da rientrare almeno ai confini della normalità ("ai confini della normalità", aspettatevelo su italia1 condotto da enrico ruggieri)
Prima piccola semi mania (dicotomizzata in due punti): non riuscire assolutamente a sopportare a) di affacciarsi al balcone b) di guardare qualcuno che, in piedi, si affaccia al balcone. Il primo punto è risolvibile semplicemente non affacciandosi al balcone, cosa che può risultare piuttosto fastidiosa per chi, da basso, chiede il semplice favore di "acalare il panaro" per prendere-dare questo o quello (chiavi di casa/portafoglio/telefonino). Il secondo punto invece è decisamente più socialmente complicato. Mettiamo che io stia leggendo tranquillo nella mia camera e a mia madre venga in mente di dover stendere i panni, cosa che io vi giuro non riuscirò mai a fare, ebbene in quel momento non c'è altro da fare per me che seguire una di queste tre alternative:
a) chiedere gentilmente a mia madre (o all'affacciatore di balconi di turno) di smettere di fare ciò che sta facendo e rientrare;
b) cercare di trattenersi per non fare la figura dell'idiota, con conseguente inizio di tremori, pensieri fissi e terribili, risposte da freezing e via dicendo (ovviamente rimarrò lì con il libro in mano facendo FINTA di leggere, pensando solo LEVATI DI LI', CAZZO);
c) fuggire letteralmente in un'altra stanza: seguendo l'utile idea berkeleyana del "se non lo vedo non esiste".
Può essere che durante un party [insomma se dico festa sembra una cosa da bambini, neanche party mi piace tanto, ma meglio di festa] ci mettiamo tutti comodamente FUORI AL BALCONE, non c'è nulla di male, ma, per piacere, STATE SEDUTI, vi prego, non state in piedi. E, VI PREGO, quando con grande sforzo supero "l'imbarazzo sociale di esprimere una parte di sé che avresti preferito far rimanere nell'ombra ad alcune persone", cioè quando vi confido il mio terrore istintuale di vedere persone affacciarsi al balcone, NON SPORGETEVI ANCORA DI PIU' A MO' DI "MI STO BUTTANDO GUARDAMI HAHA", mi fa impazzire.
---
Seconda semi semi fobia ovvero piccola mania: non riesco assolutamente a rispondere a telefonate di persone con cui non ho mai parlato -a voce- prima. Conosco alcune persone che, dopo diverse conversazioni su msn, dopo aver stretto anche un'amicizia più o meno solida, propongono il fatidico passo "dai ora ti telefono" che corrisponde più o meno ad un "dai vengo a far l'amore con te e resto a dormire a casa tua". Da notare che non ho problemi a parlare con sconosciuti totali (ovvero numeri anonimi), il problema è proprio con le persone che ho conosciuto (per così dire) "a metà": scrivere è una cosa, parlare è un'altra (applausi).
(Le persone) Quando parlano presentano diverse piccole caratteristiche specificatamente verbali che su una finestra vengono completamente celate; il problema qui non è nello scoprire e nel trovarsi o più propriamente non trovarsi a proprio agio con queste completamente nuove caratteristiche persona-specifiche, cosa che già di per sé potrebbe portare all'affacciarsi (!) di sommerse paure che si ricollegano con il problema che l'umanità è bella sì, ma che stia alla distanza di sicurezza, grazie; il problema è nell'immaginare che qualcuno debba scoprire in me queste piccole sotto manie prettamente verbali e debba LUI (l'interlocutore telefonico semi-conosciuto di turno "Dai Ora Ti Chiamo") sforzarsi di sopportarle per trovarsi a proprio agio con qualcosa che, PER LUI, è completamente nuovo e, PER LUI, pieno di "informazioni da giudizio sociale".
Immaginare che qualcuno possa scoprire questi aspetti nel mio modo di interfacciarmi al mondo della "chiacchierata al telefono", ovvero immaginare che qualcuno possa analizzare e trovare fastidiosi o non all'altezza (rispetto a quel me su internet) i miei tentativi di rendermi simpatico, di rendermi accettabile, di rendermi un tipo "guarda sono almeno simile a quello che hai conosciuto su internet" oppure considerare il problema che tutte le diverse componenti che concorrono a rendere una telefonata -frizzante, piacevole, scevra da imbarazzanti punti morti, insomma una telefonata viva, corporea- , considerare che queste componenti e la presenza di queste componenti e il grado di presenza di queste componenti IN ME sono fino a quel momento completamente oscure per l'interlocutore di turno a causa del fatto che il mio sé-parlante è completamente diverso dal mio sé-scrivente; immaginare questo e considerare quest'altro rende per me una telefonata-con-persone-conosciute-ma-solo-su-msn piena di paure.
Mi sembra in pratica di parlare con uno sconosciuto che però conosce una quantità imbarazzante di cazzi miei; il che è vicino all'immaginare di parlare con uno sconosciuto che ha diversi motivi validi per giudicarmi e, nel caso, odiarmi.
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