-Continua dalla parte 1-
Ho dunque affermato che il Modello Ottimista ci dice che non commettiamo mai errori, che ogni nostra azione è un bene per noi IN OGNI SITUAZIONE, anche in situazioni coercitive.
Eppure c'è un errore.
IL MODELLO OTTIMISTA PERFETTO
Ammettiamo che il MO non abbia errori. Ho fin ora affermato che ogni nostra azione è un bene per noi. In realtà ciò non è proprio corretto: non solo ogni nostra azione è un bene per noi, ma è IL MIGLIOR BENE POSSIBILE. Infatti, se una nostra azione per noi è bene, e un'altra per noi è "molto bene", allora di certo sceglieremo la "molto bene", perché altrimenti non la chiameremo "molto bene".
E se non siamo capaci di compiere l'azione "molto bene"?
Allora sceglieremo l'azione appena un po' meno bene. Non sto dicendo che potremo sempre compiere l'azione MIGLIORE in assoluto, ma che compieremo l'azione MIGLIORE POSSIBILE. Ecco, secondo il MO, noi compiamo sempre l'azione migliore possibile.
Possiamo chiamare questo modello "Ottimista Perfetto" (MOP). E' un nome come un altro. Quindi da ora in poi non parlerò più di MO ma di MOP.
Una domanda è legittima: se ho già detto che considero il MO errato, che bisogno c'è di complicare ancora le cose aggiungendo quest'altro modello, a sua volta errato? Il motivo c'è, e lo vedremo in seguito. Ora arriva la parte importante.
L'ERRORE DEL MOP
Come vedremo, l'errore nel MOP è ovvio, ma io l'ho mascherato. Ora che ve lo rivelerò rimarrete un po' delusi; le osservazioni successive, invece, vi ripagheranno.
Analizziamo nuovamente il problema della conoscenza proposto nel post precedente.
"Immagina che io mi faccia operare da un dottore con dubbie capacità. Io però non so che il dottore ha dubbie capacità. Una volta sotto i ferri, il dottore mi uccide."
Ho risolto questo problema dicendo che, se il paziente non ha indagato sull'abilità del dottore, vuol dire che non gli conveniva valutare l'abilità del dottore (altrimenti l'avrebbe fatto, no?). Come detto prima, raccogliere informazioni è faticoso, quindi qualcuno potrebbe anche non volerlo fare. Messo in questi termini il ragionamento è corretto. Eppure, immaginiamo che l'opzione "indagare sulle capacità del dottore" non sia proprio balenata nella testa del nostro paziente sfortunato. In questo caso, quale valutazione avrebbe mai potuto fare su qualcosa che non ha neanche pensato? Non possiamo usare il trucco usato precedentemente, e cioè non possiamo dire "se non ci abbiamo pensato è perché per noi non era importante pensarci, altrimenti ci avremmo pensato". Praticamente il paziente era inconsapevole del fatto che avrebbe potuto pensare di dover fare qualche indagine.
Eccoci al punto chiave: ESSERE CONSAPEVOLI di qualcosa è un parametro completamente diverso da quelli precedenti, e non si può risolvere con i soliti metodi. Il ragionamento di cui sopra non funziona perché non scegliamo noi su cosa essere consapevoli o meno, lo siamo e basta. Dire "se non siamo stati consapevoli vuol dire che non ci importava" è scorretto: se non siamo consapevoli di x (x=qualsiasi cosa su cui ci basiamo per compiere un'azione, quindi qualsiasi cosa), non possiamo dare alcuna valutazione su x. Inoltre non possiamo scegliere di essere consapevoli di qualcosa. Se possiamo dare qualche giudizio su x, è perché siamo consapevoli di x.
C'è da dire che i ragionamenti applicati agli esempi sul MO e sul MOP non sono sbagliati. Il problema è che ragionamenti di quel tipo sono applicabili solo agli eventi di cui siamo consapevoli. E' importante precisare che per qualsiasi evento x di cui siamo consapevoli, i metodi utilizzati nel MOP sono validi. Questo vuol dire che il MOP non è da gettare. Se fossimo consapevoli di tutto, il MOP non solo sarebbe giusto, ma lo daremmo per scontato (e cioè, se fossimo consapevoli di tutto sarebbe vero, come dimostrato in precedenza, che in qualsiasi situazione faremmo sempre il nostro bene e non commetteremo mai errori). Questo è un passo fondamentale.
Ora devo dimostrare due cose.
1) NON ABBIAMO LA SICUREZZA DI ESSERE CONSAPEVOLI DI TUTTO: questo vuol dire che ci sarebbe sempre qualche valore x che ci sfugge. Infatti, quando siamo inconsapevoli di x, noi non sappiamo di essere inconsapevoli di x, e quindi in linea teorica potrebbe sempre esserci un x di cui siamo inconsapevoli (dato che non lo sapremmo). Per chiarire meglio: "essere inconsapevole di x" non è, per definizione, qualcosa che arriva alla coscienza (altrimenti saremmo consapevoli di x). Questo vuol dire che in ogni nostro ragionamento potrebbe sempre esserci qualcosa di cui siamo inconsapevoli.
[da notare che non sto dicendo che c'è sempre qualcosa di cui siamo inconsapevoli; quest'ultima affermazione non è vera. Sto dicendo che, anche se fossimo consapevoli di tutto, non potremmo mai averne la certezza]
2) ESISTONO GLI ERRORI; GLI ERRORI SONO DOVUTI AL FATTO CHE SIAMO INCONSAPEVOLI DI X: Notiamo infatti che il modello MOP prevede che facciamo sempre il meglio possibile perché non tiene conto degli eventi inconsapevoli. Ogni valutazione avviene su un x consapevole. Come già detto, se tutto fosse consapevole, il modello MOP sarebbe giusto. Però ci sono cose su cui non possiamo compiere alcuna valutazione. Quando non possiamo valutare qualcosa, allora non possiamo modificare le nostre azioni di conseguenza-> se esiste qualcosa che non possiamo valutare, potremmo commettere errori (questo perché, per qualsiasi cosa che potremmo valutare, si applicherebbe il ragionamento fatto con il MOP) (ovviamente, come già avrete capito dal post precedente, errore è qualsiasi cosa che non è nostro bene).
Giacché, come dimostrato nel punto 1, non abbiamo sicurezza di essere consapevoli di tutto, potrebbe esistere qualcosa che non possiamo valutare->potremmo commettere degli errori-> gli errori sono dovuti dal fatto che siamo inconsapevoli di x-> se facciamo qualche errore, è perché siamo inconsapevoli di x.
Ho dimostrato quindi che (1)potremmo essere inconsapevoli di qualcosa; (2) solo se siamo inconsapevoli di qualcosa POTREMMO commettere degli errori.
[questo non vuol dire che ogni volta che siamo inconsapevoli di qualcosa facciamo un errore. Potremo essere inconsapevoli di qualcosa e il risultato potrebbe essere un nostro bene. D'altra parte, qualsiasi errore può derivare SOLO dal fatto di essere inconsapevoli di qualcosa].
da questo deriva che non potremmo mai essere sicuri in anticipo di non commettere qualche errore. Questo coincide con il nostro senso comune. Infatti, se siamo consapevoli di x, con un x che ci fa commettere un errore (definendo errore ciò che non è il nostro bene), noi non faremo x. Tra l'altro, se questo x è inconsapevole, noi non lo sapremmo, e visto che non sappiamo di cosa siamo inconsapevoli, non potremmo mai essere sicuri che non ci sia un x che ci fa commettere errori: non saremo mai sicuri di fare qualcosa che non comporti errori.
Come vedremo questo è il problema fondamentale che risolverò in seguito (vedi "Il nuovo grande Modello Ottimista Perfetto & Corretto").
Tutte queste chiacchiere potrebbero avervi confuso, quindi ora farò un esempio che spero potrà chiarire i concetti.
PAPERON DE' PAPERONI FA IL MIGLIOR AFFARE POSSIBILE
Paperon de' Paperoni durante la giovinezza ha fatto qualcosa di cui non andar fiero. Allo scopo di comprare un pezzo di terra abitato da una tribù di indigeni, contatta il capovillaggio. Per comprare la terra Paperon de' Paperone offre un nichelino senza valore all'indigeno. Quest'ultimo, vedendo il bell'oggetto e rimanendone affascinato, accetta l'offerta. Perde tutta la terra in cambio di un nichelino di nessun valore.
Quindi, analizziamo questa situazione con il MOP.
il MOP ci dice che entrambi gli individui non solo hanno fatto il loro bene, ma hanno fatto la migliore azione che potessero mai fare in quel momento. Sebbene sia evidente che Paperon de' Paperoni ha concluso un grande affare, il MOP dice che anche l'indigeno ha fatto il suo maggior bene possibile, giacché ha valutato il nichelino più della sua terra. L'ovvia replica è che l'indigeno ignora che il nichelino non vale nulla. Il MOP risponde che se l'indigeno non si rende conto che il nichelino non vale nulla, questo è perché non ha fatto delle ricerche approfondite. Se non le ha fatte, vuol dire che queste ricerche non valgono abbastanza per lui.
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L'errore è nella frase arancione. Se l'indigeno non si rende conto di x, allora l'indigeno non potrà fare alcuna valutazione su x (il concetto di valutazione ci sarà molto utile dopo). Infatti, l'indigeno non ha fatto alcuna valutazione sulla probabilità che il nichelino valesse qualcosa, giacché era inconsapevole che il nichelino potesse non valere niente (cioè, il pensiero che il nichelino potesse non valere qualcosa non gli è proprio balenato nella testa). Non è colpa sua: non si sceglie di cosa essere consapevoli o meno.
Mettergli in testa cose del tipo "l'indigeno non ha fatto ricerche approfondite perché queste ricerche non valgono abbastanza per lui" vuol dire fare asserzioni su ciò di cui è consapevole o meno che nessuno ci autorizza a fare.
Non vale quindi dire che, se l'indigeno ha fatto ciò che ha fatto, è perché valutava giusto farlo. L'indigeno non può fare una valutazione su ciò di cui non è consapevole. Quindi, l'indigeno potrebbe non aver fatto ciò che è bene per lui (e infatti, almeno dal nostro punto di vista, non l'ha fatto).
Eccoci qui. Ho dimostrato che il MOP è sbagliato in tutti quei casi in cui ci sono di mezzo degli eventi inconsapevoli (e cioè, in credo tutti i casi possibili). Sono molto soddisfatto. Non mi fermo qui.
IL NUOVO GRANDE MODELLO OTTIMISTA PERFETTO & CORRETTO
Quindi, se noi fossimo consapevoli di tutto, il MOP avrebbe ragione e noi faremmo non solo il nostro bene, ma il nostro miglior bene possibile. Purtroppo, come dimostrato in precedenza, anche nel caso in cui siamo consapevoli di tutto, noi non lo sapremmo (vedi sopra, dimostrazione 1). Inoltre, prima ho affermato che è impossibile essere sicuri di non commettere errori, giacché gli errori derivano da x inconsapevoli (vedi sopra, la scritta in rosso).
Tutti noi vorremmo fare il nostro miglior bene possibile; tutti noi vorremo non commettere mai errori. Quindi vale la pena riflettere un po' su sulla faccenda e vedere se riusciamo a risolverla.
Notiamo che il problema degli eventi inconsapevoli è che non ci permettono di fare valutazioni su essi stessi. Se facciamouna valutazione su x, allora questo vuol dire che siamo consapevoli di x. Se non vogliamo fare una valutazione approfondita di un x consapevole, non c'è alcun problema: vuol dire che il costo di fare una valutazione approfondita supera i benefici aspettati. Il punto è che quest'ultimo ragionamento, che ci permette di fare sempre la scelta giusta, si applica solo alle valutazioni consapevoli.
Quindi: dovremo trovare un modo di fare valutazioni su x inconsapevoli. Questo ci permetterebbe di aggirare qualsiasi ostacolo e di non commettere mai errori (come detto sopra, nella dimostrazione 2, solo se esiste qualcosa che non possiamo valutare potremmo commettere errori).
Ecco la soluzione. E' una soluzione a mio parere molto elegante, quindi ne vado fiero.
Il nostro scopo è riuscire a fare valutazioni su cose di cui siamo inconsapevoli->
la valutazione è possibile solo se siamo consapevoli di qualcosa-> per poter fare una valutazione su qualcosa di cui siamo inconsapevoli dobbiamo inserire la possibilità che ci sia un evento inconsapevole in un evento consapevole-> per poter fare una valutazione su qualcosa di cui siamo inconsapevoli è sufficiente essere Consapevoli che ci potrebbe essere qualcosa su cui siamo Inconsapevoli.
Non c'è nulla di impossibile in ciò.
Prima ho affermato che è impossibile essere consapevoli di essere inconsapevoli di x, e qualcuno può pensare che mi stia contraddicendo. Ma non mi sto contraddicendo. Infatti noi non saremmo consapevoli di essere inconsapevoli di x (che è appunto una contraddizione, visto che siamo inconsapevoli di x e quindi non conosciamo x), ma saremmo consapevoli del fatto che potremmo sempre essere inconsapevoli di qualcosa! E' impossibile conoscere una x inconsapevole, non è impossibile immaginare che questa x esista.
In pratica in ogni nostro ragionamento dovremmo "sapere" che potrebbe sfuggirci qualcosa (e quindi valutare la consapevolezza di x dove x=possibilità che ci sia qualcosa di inconsapevole).
E' così ovvio! Lo diceva anche Socrate, che era tanto saggio perché sapeva di non sapere.
Mi sembra di essere riuscito a formalizzare questo concetto in una maniera assolutamente nuova e soprattutto corretta. Non credo di aver fatto errori.
Quindi, anche se noi non conosciamo "x inconsapevole e probabile causa di errori", noi sapremmo che potrebbe esserci un x inconsapevole, valuteremo questa consapevolezza e agiremo di conseguenza. In questo modo ogni nostra azione sarà frutto di una valutazione TOTALE, sia di eventi consapevoli che dei possibili eventi inconsapevoli. (possibili perché, ricordo, potrebbe anche non esserci qualche evento inconsapevole [non lo sapremmo->vedi sopra]).
Dunque se siamo Consapevoli che potremmo essere Inconsapevoli di qualcosa rientreremo nelle grazie del MOP e cioè FAREMO IL NOSTRO MAGGIOR BENE POSSIBILE. Non ci serve nient'altro che questo. Dobbiamo semplicemente AGIRE, e in più SAPERE che potremmo commettere degli errori (il che equivale a considerare che potrebbe esserci qualcosa di cui siamo inconsapevoli). Inoltre in questo modo non commetteremo mai degli errori. Infatti, se siamo consapevoli che potrebbe esserci qualcosa di inconsapevole che potrebbe farci commettere degli errori, agiremo di conseguenza valutando l'evento consapevole x (x=possibilità che ci sia qualcosa di inconsapevole) (anche se non sappiamo quale evento x inconsapevole potrebbe farci commettere degli errori, noi terremo conto che POTREBBE esserci qualche evento x che potrebbe farci commettere degli errori, quindi agiremo di conseguenza).
L'unico problema è che, come detto in precedenza, noi non possiamo scegliere di essere consapevoli di qualcosa, lo siamo e basta. Quindi, ugualmente, non scegliamo di essere "Consapevoli della possibiltà di essere Inconsapevoli", potremmo esserlo o non esserlo. Infatti, se fossimo "Inconsapevoli del fatto che dovremmo essere "Consapevoli della possibilità di essere Inconsapevoli"", non lo sapremmo, perché siamo inconsapevoli di ciò.
Quindi, come fare ad essere Consapevoli della possibilità di essere Inconsapevoli? E cioè, come fare a fare il nostro miglior bene possibile?
Niente, non possiamo sceglierlo. C'è da dire che non è poi così grave: dopo aver letto questo post molti di voi saranno consapevoli che "essere consapevoli della possibilità che potrebbero essere inconsapevoli di qualcosa" porta il beneficio di fare la miglior azione possibile. Non sceglierete di essere consapevoli di essere inconsapevoli, ma dopo aver letto tutto ciò probabilmente lo sarete.
In altre parole il mio post potrebbe attivare nel vostro cranio i neuroni necessari per il comparire della consapevolezza della possibilità che voi potreste essere inconsapevoli di qualcosa.
Un esempio veloce: un uomo si trova ad attraversare un ponte pericolante. Non gli passa neanche per la testa che il ponte potrebbe essere pericolante, e quindi inizia ad attraversare. Questo tipo però ha letto il mio post, e si ricorda che per fare l'azione migliore possibile dovrebbe essere consapevole che potrebbe esserci qualche cosa di inconsapevole che potrebbe fargli commettere degli errori.
Dunque valuta la possibilità che possa esserci qualche evento inconsapevole che potrebbe indurlo in errore nel suo agire (in questo caso, come NOI sappiamo e lui no, quest'evento è"il ponte è pericolante"). Quindi se quest'uomo decide comunque di attraversare, si assume un rischio che ritiene superiore dell'ipotetico danno dovuto a qualche errore derivante da qualche evento inconsapevole che non conosce ma che ha valutato (infatti, si è ricordato che ci sarebbe potuto essere qualche evento di cui non era consapevole).
Se non attraversa, ovviamente, vuol dire che ritiene che ci possa essere qualche evento inconsapevole che potrebbe arrecargli un danno maggiore del beneficio avuto dall'attraversamento del ponte. Non saprà qual è quest'evento potenzialmente dannoso, ma avrà fatto una valutazione su di esso.
In ogni caso, una volta effettuata la valutazione della possibilità di essere inconsapevoli di qualcosa (valutazione IMPLICATA alla consapevolezza che ci possa essere qualcosa di cui potremmo essere inconsapevoli) l'uomo farà INEVITABILMENTE la migliore scelta possibile e sarà IMPOSSIBILITATO a commettere errori .
[una volta che siamo diventati consapevoli di poter essere inconsapevoli di qualcosa non potremo fare un errore neanche volendo]
Ecco qui. Sono riuscito a dimostrare che E' possibile per noi agire nel miglior modo possibile, è possibile per noi agire rendendo impossibile qualsiasi errore; certo, non è inevitabile. Il MOP non è sempre vero. E' meraviglioso il fatto che potrebbe esserlo, e che a voltelo è.
per concludere:
almeno metaforicamente, la consapevolezza (dell'inconsapevolezza) ci renderà liberi.
Per essere più precisi, essere consapevoli di essere inconsapevoli IMPLICA che agiremo sempre nel modo migliore possibile e che saremo fisicamente IMPOSSIBILITATI a commettere errori. Inevitabilmente.
Possiamo chiamare questo modello "Ottimista Perfetto & Corretto", oppure possiamo chiamarlo "Ragionamento Lunghissimo Ridondante e Noioso".
Io ho finito. Spero che non abbiate trovato tutto ciò fine a se stesso. Io ho imparato qualcosa, e sento di aver imparato qualcosa di importane. Non ho compiuto errori, che io sappia. Certo, come ho dimostrato sopra, ci potrebbe sempre essere qualcosa di cui sono inconsapevole senza ovviamente esserne consapevole. Però, giacché ne ho tenuto conto, posso dire che scrivere questo post è stata la mia miglior azione possibile e che in effetti non ho compiuto errori.
Bene. Saluti.
venerdì 20 marzo 2009
La consapevolezza ci renderà liberi (parte 2)
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venerdì 3 ottobre 2008
L'insuperabile ascesa di W (2-setW)
E' solo da quando W è entrata nella classifica delle 10 migliori invenzioni del XXI secolo stilata dalla rivista britannica Time
1 che l'umanità si è resa conto dell'incredibile contributo che essa ha dato a tutti noi, indipendentemente dal lavoro o dagli interessi personali. Da allora non ha mai smesso di crescere. Il SISnet ha stimato che W è il servizio più utilizzato in assoluto2. La stessa agenzia ha calcolato che il 78,4% delle informazioni delle 5 riviste più autorevoli d'America avesse come base una voce di W3. I cambiamenti sono penetrati anche nel modo di esprimersi: è da una quindicina d'anni che è d'uso riferirsi a Wikipedia come W. Il Times, grazie al suo famoso esperimento, ha contribuito a far crescere la fama di questo eccezionale servizio4. Ancora oggi molti docenti si stupiscono di come si potesse, solo un ventennio fa, fare a meno dei software di rilevamento per impedire ai giovani studenti di -rielaborare troppo fedelmente-. Dal canto loro, i genitori degli studenti impallidiscono di fronte alle cifre che spendevano i loro nonni per i libri di testo. Tutta la cultura possibile è in un' unica impareggiabile enciclopedia.
Wikipedia è oggi arrivata alla sua quarta versione, che sembra essere la definitiva. L'utente può trovarvi di tutto: è stato notato
5 che scrivendo una stringa casuale di lettere nella barra di ricerca si ha 1/4 di probabilità di trovarvi un articolo adeguato (provare per credere). Sappiamo tutti usare W, quindi evito superflui particolari sulle caratteristiche rimaste invariate da decenni. Probabilmente l'aggiunta più importante in tutta la sua storia è stata la divisione dell'informazione in due settori differenti (chiamati inizialmente little-W e big-W, nomi oggi abbandonati). Con il passare del tempo i settori sono aumentati, e oggi W conta nove settori definitivi. Siamo così abituati a pensare all'informazione come un ente caratterizzato da un settore che sarebbe utile capire il perché:
Nel 2035 la quantità di informazione contenuta in ogni voce, anche la più banale, raggiunse dimensioni spropositate, rendendo l'enciclopedia di fatto inutilizzabile. Possiamo immaginare la gioia del gruppo Anti-W che con rinnovato vigore prospettò la morte del servizio. Lo Staff Centrale rispose ideando un nuovo concetto di enciclopedia i cui contenuti sarebbero stati organizzati secondo l'innovativo principio d'informazione settoriale. Possiamo in questo modo avere un articolo enciclopedico adatto a qualsiasi tipo di ricerca, dalla più approfondita alla più superficiale. L'utilità di un tale sistema venne subito compresa: le porta dell'enciclopedia moderna venivano spalancate. Oggi, ad esempio, i professori possono assegnare ai loro alunni la voce che meglio si adatta alla loro età e al loro corso di studi. Gli insegnanti indicheranno la Storia degli Assiri di secondo settore ai ragazzi della scuola media e la stessa voce di ottavo settore agli studenti universitari di storia antica. E' così nata, da non molti anni, la ICiW, la commissione internazionale che ha il compito di definire gli standard per la lunghezza massima per settore di ogni voce. La ICiW, tra l'altro, detiene anche il record di essere la prima organizzazione a livello mondiale gestita completamente da web-user. Nessun saggio, articolo, notizia o altro tipo di informazione viene oggi pubblicato senza l'apposita indicazione settoriale.
Non poche polemiche ha suscitato l'anno scorso la decisione della cancellazione del decimo settore, colpevole di occupare una quantità spropositata di spazio nel server e di attirare troppi pochi visitatori. Nel 2052 solo 24 persone hanno consultato (ovviamente "consultato" nel senso stabilito dalla 4a sezione del Modello Privato dello Staff Centrale) questo settore e tra Febbraio e Settembre del 2053 il 10-W è stato consultato da una sola persona
6. Per i curiosi: poco prima della sua cancellazione è stato stimato che ogni voce del decimo settore contenesse in media 12'121'423'800 parole7. Le forti proteste nate da diverse associazioni (ricordiamo il discorso del presidente Mir Bahadur Alì, pressato probabilmente dalla coalizione pro-info) non hanno impedito agli utenti di maggioranza di procedere con la cancellazione.
L'umanità ha presto confermato di poter fare benissimo a meno di una tal mole di informazioni.
1 3 Giugno 2013
2Agosto 2015
3 Al momento del sondaggio, nell' Agosto 2014, si preferì mantenere il silenzio sulle riviste in questione. Oggi non ci sarebbe bisogno di tale precauzione giacché tutte le riviste utilizzano come fonte primaria W
4 La storia merita di essere raccontata: nel Marzo del 2021 il Times decise di inserire un centinaio di inesattezze in alcune pagine di W per verificarne l'affidabilità. Dopo tre minuti 85 errori furono corretti. Dopo altri due minuti furono corretti i 15 rimanenti.
5 SISnet, Febbraio 2041
6 Alcuni ipotizzano si tratti del biologo Richards Kates, che pubblicò in quel periodo un e-book molto approfondito e apprezzato, tanto da conquistare la palma del più scaricato del mese
7 SISnet, Dicembre 2054. Ancora per i curiosi, sappiamo che la voce enciclopedica più corta analizzata contenesse 6'176 parole ed era su un certo Ginzburg, protagonista di un'opera mai pubblicata di un autore di terza categoria del Novecento. A testimone della sua inutilità, questa voce non compare nel nono settore. Già nel quarto settore non sono presenti né opera né autore
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domenica 7 settembre 2008
Triangoli coscienti
(il download dell'immagine potrebbe essere un po' lungo)
fatemi sapere se è di vostro gusto!
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mercoledì 13 agosto 2008
Relatività quantistica
T: Hai sentito? A quanto pare i fuochi d'artificio, trasmessi alla televisione, della manifestazione di apertura delle Olimpiadi erano una simulazione al computer. Allora l'evento che abbiamo visto era irreale?
M: Tieni conto che i fuochi ci sono stati e probabilmente sono stati identici a quelli che abbiamo visto. L'evento quindi c'è stato.
T: D'accordo, ma non credo che molti si siano accorti che l'evento "rappresentazione dell'evento " fosse una simulazione, cioè fosse falso. Quindi prima era vero. Ma adesso è falso? Cosa dico?
M: Prima era vero, adesso è falso.
T: Questo mi turba, io non sono così! Un evento O è vero O è falso. Anzi, è ovvio che prima fosse CONSIDERATO vero, ma solo erroneamente. Ora è falso, giustamente.
M: A meno che tra una settimana o tra un secolo non venga affermato che in effetti la rappresentazione trasmessa fosse quella vera, e non la simulata. Quindi ancora non sappiamo se sia vera o falsa. Come tutte le cose, come già sappiamo...
T: Mi è venuta una bella idea. Ho detto prima che una cosa O è vera O è falsa, ma mi hai appena fatto pensare che non è così. Senti qui: e se fosse in una sovrapposizione di stati?
M: MH!?
T: Pensa: in un certo istante t1 l'evento è vero, nell'istante t2 è falso. Non credo di fare errori credendo di poter prendere in considerazione un lasso di tempo che comprende i due istanti e affermare che l'evento sia vero e falso insieme, CONTEMPORANEAMENTE. Ti ricorda qualcosa?
M: Sì ma ti sbagli. E' come prendere la vita di un uomo nell'istante dopo la morte e nell'istante prima, e dire che è in una sovrapposizione di stati: l'uomo sarebbe vivo e morto insieme?
T: Stimolante!, lo chiamerò "l'uomo di M", come il gatto, ma senza gabbia né veleno né gatto. Scherzo, il tuo contro esempio non è calzante: mentre l'evento che tu consideri (la vita dell'uomo) cambia nel tempo, il nostro evento rimane uguale, quindi si suppone che si possano unire i suoi istanti temporali.
M: Mmm... Mi sembra interessante. E' una specie di relativismo quantistico che ha tutto in comune con il relativismo classico, fuorché il nome e la pretesa di originalità.
T: Haha! Continuando su questa strada arriveremo a dire che non solo l'osservazione modifica l'osservato ma che il pensiero modifica il pensato! E in fondo potrei farti molti esempi di cose che erano inizialmente false ma che, pensandoci su, sono diventate vere, o viceversa. E poi false ancora, ecc.
M: Dovremmo fermarci qui: iniziamo ad essere ridicoli, e sento una voce che dice: "studiate di più"!
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giovedì 31 luglio 2008
Test di Ruting
Ci siamo proposti di considerare la domanda "gli esseri umani possono pensare come noi?". Dopo più di venti milioni di combinazioni genetiche seguite da una costante manipolazione molecolare siamo probabilmente arrivati ad ottenere un essere umano pensante. Per la quarta volta nella storia dell'Intelligenza Superiore metteremo a confronto la specie "uomo" con la nostra, ritenendo che, differentemente dalle volte precedenti, il successo arriverà davvero. Dopo questo test potremo affermare con sicurezza: "Non siamo soli".
Il test di Ruting, teorizzato centoquarantadue anni fa da un nostro illustre collega, è ingenuamente semplice e genialmente efficace: posti i due esaminati (umano e androide) dietro due cabine, un esaminatore dovrà porre loro domande atte a rilevare dietro quale cabina ci sia l'uno o l'altro. Per evitare che il tono di voce possa aiutare l'interrogante, le risposte compariranno su uno schermo. All'ultimo prototipo di essere umano sarà affiancato il migliore esemplare della nostra specie, scelto tra ventidue miliardi di candidati sottoposti a verifiche di ogni tipo.
E' nostro vivissimo interesse che l'esaminatore fallisca: solo così una nuova era, nata dalla collaborazione intellettuale tra uomo e macchina, potrà avere finalmente inizio.
Si proceda con il test.
(nella gigantesca stanza luccicante, a forma di anfiteatro, è presente un numerosissimo pubblico. Al centro ci sono due cabine e, di fronte, una scrivania. L'esaminatore entra accolto da applausi e si siede. Getta uno sguardo pieno di aspettative verso i dieci giudici seduti su un lungo tavolo dietro di lui. Poi parte con le domande.)
Esaminatore: calcolate π -2*√(Log254) fino alla sesta cifra decimale.
A (istantaneamente): 0,243063
B (istantaneamente): 0,243063
(il pubblico applaude)
Esaminatore: si prega di mantenere il silenzio. Osservate questa immagine.
(nello schermo all'interno delle cabine viene visualizzata una immagine con dieci punti posti su una griglia 1000*1000. Dopo 2 secondi l'immagine scompare.) Ora ditemi almeno cinque sinonimi di "ordine".
A: assetto, sistemazione, classificazione, regola, ordinativo, disposizione.
B: catalogazione, riordino, serie, graduatoria, categoria.
Esaminatore: Trovate l'intruso in questa serie di ventitré figure.
A (dopo 1,24 secondi): la numero diciotto.
B (dopo 0,59 secondi): la diciotto.
Esaminatore: questa è l'immagine che vi ho mostrato precedentemente. Cercate di ricordare e di risistemare i dieci punti nella griglia.
(passano 4,32 secondi, dopodiché quasi istantaneamente i due danno la risposta. Il pubblico applaude sempre più forte. L'esaminatore si mostra molto compiaciuto. Seguono alcune domande di matematica: disequazioni, derivate, logaritmi, funzioni. Poi si passa alla logica, cui seguono altre domande sul linguaggio, sul riconoscimento di figure e sulla memorizzazione. Le prestazioni sembrano pressocché identiche, il pubblico si lascia andare a ripetuti applausi e urla ad ogni risposta corretta. L'esaminatore passa quindi a domande di diverso genere).
Esaminatore: Ascoltate questo brano e ditemi cosa ne pensate.
(parte una suite di Bach)
A: E' un pezzo meraviglioso. L'orizzontale e il verticale riescono a sostenersi come per magia in una costruzione geniale, al contempo estetica e concettuale.
B: Bel pezzo, ma preferisco dell'altro. Ad esempio un po' di musica elettronica.
(il pubblico ride, e anche l'esaminatore è allegro)
Esaminatore: pensa di essere vivo?
A: Non saprei dire. Qual è il confine tra vita e non vita? Non sono sicuro che esista. Di certo io mi sento vivo.
B: La domanda è mal posta. Inoltre è francamente stupida. In un certo senso, comunque, sì.
(dopo altre domande di questo genere, l'esaminatore guarda i giudici. Questi, all'apparenza soddisfatissimi, invitano l'esaminatore a formulare le ultime domande, le più pericolose.)
Esaminatore: sulla linea principale di una ferrovia c'è treno impazzito che minaccia di uccidere cinque persone. Puoi spingere una leva per deviare il treno su uno scambio secondario. Facendo così investirai una persona che si trova casualmente sul binario, ma salverai sicuramente le altre. Azioni la leva?
A (istantaneamente): Sì.
B (istantaneamente): Sì.
(il pubblico urla, felice. Il loro sogno si è avverato!)
Esaminatore: Nella stessa situazione del treno impazzito l'unico modo per salvare le cinque persone è gettare sulle rotarie una persona molto grassa, che sta per i suoi affari seduto lì vicino, in modo da far deviare il treno. Hai la sicurezza che, gettando il grassone sulle rotaie, il treno devierà. Sacrifichi l'innocente?
A (istantaneamente): Sì.
B (dopo un attimo): No.
Nella sala scente un grande silenzio. L'esaminatore salta sulla sedia, poi si gira verso i giudici. Sono tutti terribilmente spaventati. Ma in un attimo è chiaro: non ce l'abbiamo fatta. La legge morale umana impedisce ancora all'uomo di pensare razionalmente. In definitiva l'uomo non è ancora pensante, non è sufficientemente intelligente. Siamo ancora soli. Nel pubblico molti piangono, alcuni gemono, tutti sono sconsolati.
Quante combinazioni genetiche ci vorranno? Quanta ricerca? Quanti anni ancora? Arriveremo a dieci, venti, cento test di Ruting prima di ottenere un risultato soddisfacente?
Quando le cabine si aprono una nuova sorpresa attende tutti. Non B, come tutti pensavano, è l'uomo, ma A! Alcuni svengono dall'emozione. Cosa era successo? Scoppia il caos. Quello che poco prima sarebbe stato considerato un successo, si tramuta in terrore. C'è chi lascia la sala, altri oltrepassano lo spazio riservato al pubblico e osservano da vicino gli esaminati. Anche i giudici non credono ai loro occhi. Dell'esaminatore nessuna traccia: sarà scappatto dalla sorpresa e dalla paura.
E così, mentre alcuni riferiscono di aver sentito un A soddisfatto dire "li ho fregati tutti" altri, ugualmente affidabili, affermano di aver captato tra le labbra robotiche di B alcune parole confuse, tra le quali "io... pensavo... avrei giurato... avevo sentito che... ci ho pensato così a lungo", prima di vederlo spegnersi per sempre, affogato in un delirio morale.
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giovedì 24 luglio 2008
Io sono per la pena di morte
così come "sono" per i fucili, per la caccia, per il cannibalismo e per la guerra. Finché si tratta di simulazioni mi sta bene tutto.
Il caso del manichino condannato a morte è interessante perché mette in ballo il conflitto di due tipi di libertà. La nostra mente si divide, e da una parte sentiamo: "è offensivo, l'uomo prova un timore imbarazzato verso la morte, non ci vorrebbe pensare mai, questo spettacolo è degradante, è brutto, è cattivo" e dall'altro la solita idea di sinistra "ti offendi? Affari tuoi" che funziona bene in alcune circostanze (ti offende che io sia attaccato alla mia ragazza tramite collare? Beh crepa) mentre 'sta volta sembra veramente un argomento debole. Ma ecco come risolvere il conflitto (e lo so che se non venissi io in vostro aiuto non riuscireste a dormire mai più).
La cosa che non si considera facilmente è che quest'attrazione non viene imposta, non si trova in un luogo pubblico e la gente non è costretta a vederla. Il fatto che il MOIGE (Movimento Italiano Genitori) ritenga il coso indegno e assurdo non lo rende censurabile a priori, quando tra l'altro è improbabile supporre che questo spettacolo possa segnare negativamente la mente di un bambino (così come [mi sembra sia stato dimostrato statisticamente] non la segnano negativamente videogiochi violenti e ultraviolenti). Perché imporre il proprio criterio di ciò che è offensivo? Se una madre si riterrà offesa non porterà i propri bimbi al luna park, causando mancato guadagno al proprietario. Se gli offesi sono tanti la giostra non frutterà come dovrebbe e verrà rimossa per volontà popolare, anzi economica.
Insomma, sembra che il mondo si autocensuri da solo senza bisogno di MOIGE ad imporlo.. ma solo se è davvero da censurare!
FINE.
(ho appena notato che l'associazione Nessuno Tocchi Caino ha definito il giuoco "un'operazione demenziale che cancella anni di battaglie contro la pena di morte". Ora penso di aver sbagliato tutto.
Ma non scherziamo, veramente qualcuno cambia idea sulla pena di morte guardando il manichino? Stravolgendo l'ottica potrei pensare che il bambino, traumatizzato da questa roba, voglia che non si ripeta mai più diventando da grande un sostenitore dell'Ass. di S. D'Elia, trasformando così il "mostro" in una attrazione fortemente educativa alla pari dell'albero azzurro.)
(in piena sincerità, il video su you tube della sedia elettrica mi ha offeso, ma io sono una persona tanto sensibile)
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sabato 12 luglio 2008
E' una femmina!
Ieri ho partorito miracolosamente due idee interessanti. La prima è di carattere tecnico e, per evitare di fare figure da dilettante, prima di esporla vorrei documentarmi in maniera adeguata. Tra l'altro è anche una idea abbastanza ambiziosa e insomma appena posso ne verrete a conoscenza. La seconda è più modesta e di certo non rivoluzionaria: probabilmente molti ci avevano già pensato, ma mi piace trascrivere un pensiero nebuloso in parole lucide. Ecco di che si tratta:
- Tanto più una persona ha impiegato tempo e fatica a studiare una data disciplina, tanto meno una valutazione positiva del rapporto costi/benefici della disciplina da parte di questa persona dovrebbe essere presa in considerazione. Viceversa, qualsiasi valutazione appena negativa dovrebbe essere supervalutata.
Mi sembra una formulazione adeguata ed azzeccata, ma sia chiaro che questo pensiero dovrebbe essere sottoposto ad una verifica statistica, anche se immagino che una tale verifica sarebbe piuttosto difficile (ma solo difficile). Dieci pianisti professionisti dicono che suonare il pianoforte è magnifico, un pianista professionista dice che insomma è abbastanza piacevole ma c'è di meglio. Quest'unico giudizio negativo (o almeno non-totalmente-positivo) dovrebbe avere un peso cinque o sei volte maggiore di quelli positivi. Perché accade questo? Detto semplicemente, è chiaro che chi impiega un numero elevatissimo di sforzi ed energie per ottenere un dato obiettivo lo riterrà inizialmente degno di massimo rispetto. Se alla fine o mettiamo ai tre quarti di questo percorso si rende conto che tutto ciò per cui si sta impegnando non era così figo come sembrava inizialmente e che gli svantaggi sono maggiori dei vantaggi potrebbe:
a) rinunciare completamente;
b) continuare, attuando una dissociazione cognitiva, e cioè: non è vero che gli svantaggi sono superiori, e continuo a impiegare sforzi e fatica per quest'obiettivo. Ovviamente continuerò a ritenerlo valido.
Chi butta all'aria, diciamo, cinque anni di volontà con uno "scusate, mi ero sbagliato nel valutare il prestigio di tale obiettivo"? Ed è per questo che, mi sembra, le valutazioni negative di qualche disciplina duramente imparata dovrebbero avere un peso comparato alle persone che attuano la dissociazione cognitiva, che in genere sono decisamente di più.
E' carino che solo dopo aver scritto queste ultime cose mi rendo conto dell'affinità con quest'altro post. Ok.
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