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domenica 18 gennaio 2009

Marvin Minsky

Da wikipedia, Marvin Minsky:


« :Nei giorni in cui Sussman era una matricola, una volta venne da lui Minsky mentre sedeva lavorando al PDP-6.
"Cosa stai facendo?" chiese Minsky.
"Sto facendo apprendere una rete neurale a connessioni casuali per giocare a tic tac toe" replicò Sussman.
"Perché la rete ha connessioni casuali?", chiese Minsky.
"Voglio che non abbia alcun preconcetto di come giocare", rispose Sussman.
Minsky allora chiuse gli occhi.
"Perché chiudi gli occhi?", chiese Sussman al suo professore.
"Perché la stanza sia vuota."
In quell'istante, Sussman fu illuminato. »


[Edit]: Ciò che realmente dissi fu, "se fai le connessioni casualmente, avrà ancora preconcetti di come giocare. Solo che non saprai quali sono." -- Marvin Minsky


martedì 16 settembre 2008

Dialoghi Sacri -> l'arte nell'era della sua riproducibilità tecnica (con una spruzzata di bianco)

Il giorno prima piovve tanto.

R si affacciava alla finestra del conservatorio mentre il Maestro e N parlavano di qualcosa. M era poco distante da loro. Sul piazzale di sotto una gigantesca pozzanghera accumulatasi a causa di un ambiguo dislivello del cemento colpì la sua attenzione. Emanava tantissimi colori, tutti dominati dal rosa, dal verde, dall'azzurro e... Il sole si rifletteva magnificamente, la leggera brezza scuoteva la superficie facendo oscillare le sfumature.


R: M, vieni qui.. guarda!







M: ..!!


R: ...



M: Bellissimo!





R: Gli facciamo una foto?














M: No. Che rimanga una cosa solo per noi due, solo per questo istante e mai più..




















































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mercoledì 13 agosto 2008

Relatività quantistica

T: Hai sentito? A quanto pare i fuochi d'artificio, trasmessi alla televisione, della manifestazione di apertura delle Olimpiadi erano una simulazione al computer. Allora l'evento che abbiamo visto era irreale?
M: Tieni conto che i fuochi ci sono stati e probabilmente sono stati identici a quelli che abbiamo visto. L'evento quindi c'è stato.
T: D'accordo, ma non credo che molti si siano accorti che l'evento "rappresentazione dell'evento " fosse una simulazione, cioè fosse falso. Quindi prima era vero. Ma adesso è falso? Cosa dico?
M: Prima era vero, adesso è falso.
T: Questo mi turba, io non sono così! Un evento O è vero O è falso. Anzi, è ovvio che prima fosse CONSIDERATO vero, ma solo erroneamente. Ora è falso, giustamente.
M: A meno che tra una settimana o tra un secolo non venga affermato che in effetti la rappresentazione trasmessa fosse quella vera, e non la simulata. Quindi ancora non sappiamo se sia vera o falsa. Come tutte le cose, come già sappiamo...
T: Mi è venuta una bella idea. Ho detto prima che una cosa O è vera O è falsa, ma mi hai appena fatto pensare che non è così. Senti qui: e se fosse in una sovrapposizione di stati?
M: MH!?
T: Pensa: in un certo istante t1 l'evento è vero, nell'istante t2 è falso. Non credo di fare errori credendo di poter prendere in considerazione un lasso di tempo che comprende i due istanti e affermare che l'evento sia vero e falso insieme, CONTEMPORANEAMENTE. Ti ricorda qualcosa?
M: Sì ma ti sbagli. E' come prendere la vita di un uomo nell'istante dopo la morte e nell'istante prima, e dire che è in una sovrapposizione di stati: l'uomo sarebbe vivo e morto insieme?
T: Stimolante!, lo chiamerò "l'uomo di M", come il gatto, ma senza gabbia né veleno né gatto. Scherzo, il tuo contro esempio non è calzante: mentre l'evento che tu consideri (la vita dell'uomo) cambia nel tempo, il nostro evento rimane uguale, quindi si suppone che si possano unire i suoi istanti temporali.
M: Mmm... Mi sembra interessante. E' una specie di relativismo quantistico che ha tutto in comune con il relativismo classico, fuorché il nome e la pretesa di originalità.
T: Haha! Continuando su questa strada arriveremo a dire che non solo l'osservazione modifica l'osservato ma che il pensiero modifica il pensato! E in fondo potrei farti molti esempi di cose che erano inizialmente false ma che, pensandoci su, sono diventate vere, o viceversa. E poi false ancora, ecc.
M: Dovremmo fermarci qui: iniziamo ad essere ridicoli, e sento una voce che dice: "studiate di più"!

sabato 24 maggio 2008

I felici turbamenti del giovane vecchio Goethe

"Mi sento in felice accordo con i ricercatori attivi, seri, vicini e lontani. Essi ammettono e sostengono che si debba presupporre e convenire che vi sia qualcosa di non indagabile, senza tuttavia ritenere che ciò implichi la necessità di porre al ricercatore alcuna linea di confine.
E infatti io devo ammettere e presupporre me stesso senza sapere neppure come sono fatto, mi studio sempre di continuo senza mai afferrare me stesso, me stesso e gli altri, e tuttavia si procede lietamente sempre avanti, più avanti!
E' così anche il mondo! Anche se è di fronte a noi senza principio né fine, anche se i suoi orizzonti sono senza confini e ciò che è vicino rimane impenetrabile, tuttavia non si potrà mai determinare né definire, quanto profondamente lo spirito umano possa penetrare i propri misteri e quelli del mondo." (Cortese appello, 1820)

"Chi non è convinto che tutte le manifestazioni dell'essenza umana (sensibilità e ragione, immaginazione e intelletto) devono formarsi in una decisa unità (qualunque sia tra queste proprietà quella che in lui è predominante), costui si tormenterà continuamente in una infelice limitazione e non capirà mai perché abbia così tanti e ostinati nemici e perché egli si trovi talvolta a doversi scontrare persino con se stesso come momentaneo nemico" (Sull'opera di Ernst Stiedenroth: psicologia per la spiegazione delle manifestazioni dell'anima, 1824)

"Dirò subito che la grande altisonante massima: Conosci te stesso! mi è sempre parsa sospetta, come un'astuzia di preti segretamente in combutta per confondere l'uomo con pretese irrealizzabili e deviarlo dall'attività nel mondo esterno verso una falsa contemplazione interna. L'uomo conosce se stesso nella sola misura in cui conosce il mondo, di cui ha coscienza soltanto in sé, come ha coscienza di sé soltanto in esso. Ogni nuovo oggetto, osservato bene, dischiude in noi un nuovo organo" (Sollecitazione significativa per una parola intelligente, 1823)

"Sistema naturale: un'espressione contraddittoria.
La natura non ha sistema, essa ha vita, essa è vita e successione da un centro ignoto verso un confine non conoscibile. La contemplazione della natura è perciò senza fine: si può procedere nella suddivisione nei più piccoli particolari, oppure seguirne nell'insieme le tracce nelle dimensioni più estese e profone" (Problemi, 1823)

"Siamo originali solo perché non sappiamo nulla" (da qualche parte)

"La cosa più elevata sarebbe: comprendere che tutto ciò che è fattuale è già teoria. [...] Non si cerchi nulla dietro i fenomeni: essi stessi sono già la teoria"

Ovvero, appunti da "La metamorfosi delle piante", di quello strano tipo che è J.W. Goethe

domenica 30 marzo 2008

Doko

Questo post è da leggere chiudendo gli occhi.



Lo studente Doko andò da un maestro Zen e disse "Sto cercando la verità. In quale stato mentale debbo esercitarmi per trovarla?"
Disse il maestro: "Non esiste la mente, per cui non puoi metterla in alcuno stato. Non esiste la verità, per cui non puoi esercitarti per essa".
"Se non c'è mente da esercitare, né verità da trovare, perché questi monaci si riuniscono ogni giorno davanti a te per studiare lo Zen ed esercitarsi per questo studio?".
"Ma io qui non ho un palmo di spazio," disse il maestro "come possono i monaci riunirsi? Io non ho lingua; come posso chiamarli a raccolta e insegnar loro?".
"Oh, come puoi mentire così? chiese Doko.
"Ma se non ho lingua per parlare agli altri, come posso mentire a te?" chiese il maestro.
Doko dirre allora tristemente: "Non riesco a seguirti. Non riesco a capirti".
"Io non riesco a capire me stesso" disse il maestro.