mercoledì 9 luglio 2014
SWEDENBORG
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mercoledì 8 agosto 2012
Il Lanciapietre
Il Lanciapietre Leggendario nasce il 10 Agosto 1564 e muore il 10 Agosto 1694, diventando così la persona vissuta più a lungo nella storia (se questa notizia fosse vera).
A tratti di matita grossa vi descriverò la sua storia. Il LL ha capito a 21 anni il segreto della vita. Scandiamo bene le parole e tralasciamo qualche dettaglio per non sciupare la freschezza dell'illustrazione. Osserviamo un mare agitato sullo sfondo e una spiaggia sassosa, LL in piedi che guarda l'orizzonte, immobile, gli stracci che volteggiano accarezzati dal vento marino, il sole oramai cupo. LL pensa, LL fa, LL scaglia.
LL prende una pietra e alleggerisce i muscoli e li tende e la pesa e la guarda e fa un sorriso, la lancia parabolicamente non perdendola d'occhio durante il volare, 2 secondi precisi raggiunge un altro sasso creando un rumore sordo risuonante simpaticamente con l'anima di LL che ora, sorridente, capisce qualcosa.
LL a 21 anni diventa il Lanciapietre.
veloce riassunto:
anni iniziali da lanciapietre, la fatica, il dubbio, la penitenza, la determinazione, il dubbio, la sensazione di fallire, la rinascita, la perseverazione, i risultati, la tecnica, la voglia di perfezione, il suono, l'estasi, la meditazione, la scelta della pietra, la scelta della pietra perfetta, l'abbandono del progetto con insegnamento annesso, la folla che lo ammira, la folla che lo acclama, la fama, la leggenda.
Il Lanciapietre Leggendario aveva due allievi. Uno era VV, l'altro Fabio C. Il primo aveva una indole essenzialmente malinconica, e tutta la gioia della sua vita era costituita dal lancio delle pietre. Un sorriso poteva vedersi sul suo volto al momento in cui il contatto avveniva e il momento magico si estendeva toccando le sinapsi/consumandosi in un istante.
VV nasce nel 1985 e morirà nel 1932 e condividerà con Fabio C. la stessa data di nascita e morte e la stessa causa di morte, che riguarda stranamente una pietra e un arpione (come vedremo in seguito).
Fabio C. si distanzia dagli insegnamenti del Lanciapietre Leggendario il 9 Agosto 1694. Lancia una pietra, moto parabolico, eleganza, l'aria che si sposta e l'anima che si distanzia e si allarga, il vedersi dall'alto, il vedere il campo dall'alto, l'estasi e la metafisica, il sentirsi un monaco, il provare la connessione con la natura, non l'avere più paura, sentirsi pietra, sentirsi roccia, toccare terra, uccidere un animale, goderne.
Fabio C. non poteva far altro che continuare, e assunse il nome di Nemesi, decidendo di rispecchiarsi in ciò che non era anziché in se stesso. *
*se è possibile, obviously.
Il giorno 8 Agosto 2012 VV e Nemesi si incontrano ancora. Il primo ha voglia di uccidersi e l'avrebbe già fatto se non fosse per l'attimo di gioia trasmesso dall'impatto della roccia scagliata dalla sua mano rugosa, il secondo ha voglia di uccidere. Lanciano un sasso l'uno contro l'altro.
Il sasso di VV si innalza in questa traiettoria, VV sorride, VV volteggia e sente di morire, VV ha voglia di fumare, la sua pietra si scontra contro la pietra di Nemesi emettendo un rumore sordo, VV prova il suo primo orgasmo, la pietra torna indietro, la pietra di Nemesi cade a terra inerte, la pietra di VV colpisce VV in testa provocandogli una more rapida. Nemesi è amareggiato, l'estasi suprema gli è negata, non era la sua pietra ad aver ucciso l'animale.
In un turbinio di indecisioni e sussurri Nemesi decide di diventare il Lanciapietre Leggendario, e appena lo decide ecco che vi si ritrova: il 10 Agosto 1570, bambino, osserva una pietra e la ignora, stabilendo un destino ancora ignoto a tutti fuorché a quella pietra stessa.
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martedì 24 marzo 2009
Un breve dialogo in un futuro imprecisato, forse impossibile
A: Autogestione? Sei matto!? Lo Stato è ESSENZIALE nella regolazione delle cose. Se non ci fosse nessuno dall'alto che regoli le cose il risultato sarebbe il caos.
B: Io non la penso così. Nessuno ama il caos, tranne qualche folle. Basta questo per farti capire che la tua idea di autogestione è diversa dalla mia.
A: Beh, ma ad esempio... con l'utilizzo delle parole? Ti piacerebbe che le parole venissero usate "liberamente", come dici tu?
B: Sì, noi pensiamo che la creazione delle parole nuove debba essere libera e non sottoposta ad una gestione stalizzata.
A: Sei pazzo! Allora ognuno si potrebbe svegliare la mattina e inventare la parola che preferisce. Cosa faresti se durante la lezione la tua professoressa iniziasse ad usare parole non approvate? Tutti parolerebbero di cose che nessun altro capisce! Caos!
B: Non andrebbe assolutamente così.
A: Sentiamo! Io mi sveglio ed invento una parola.
B: Beh, se inventi una parola, allora questa parola verrà giudicata dalle persone a cui la dici. Se è una parola buona verrà utilizzata, altrimenti decadrà da sola. Il processo sarà autogestito.
A: Ma questo è folle! Non accadrà così! Ci vuole QUALCUNO di superiore che decida quali parole ci devono essere.
B: Non secondo noi.
A: Io invento questa parola che non viene accettata, ma continuo ad usarla. Sai cosa succederà?
B: Sì, che la gente non ti capisce e non vorrà più parlare con te.
A: Ok, e mettiamo che c'è un gruppo di persone che decida di inventare una nuova parola. Queste persone, senza autorizzazione statale, utilizzano e diffondono questa nuova parola. Immagini che casino?
B: Non ci sarà nessun casino. Le persone valuteranno le parole migliori, e useranno quelle. Ma soprattutto nessuno ti dice che le parole inventate da privati siano peggio di quelle inventate dallo Stato. Hai presente scarfetrài? Che cazzo di parola è? Credi che la "Scarf & Tray" non abbia influito su questo?
A: Non lo so... Ma... così ognuno decide per sé!
B: Sì.
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sabato 3 gennaio 2009
DIO SANTO MA ALLORA ?! + due racconti
Questo post serve per informarvi che i miei progressi sulla comprensione della coscienza continuano a fare brillanti e deprimenti passi indietro. Più studio l'argomento più mi sembra che l'argomento si scomponga in pezzi sempre più piccoli e sempre più difficili da decifrare. Spero di riuscire a produrre qualcosa entro la tesi di laurea, però. Il problema è che il cervello sembra essere stato sviluppato da un programmatore del tipo di quelli come lo ero io durante le superiori: funziona tutto, ma se qualcuno ficcasse il naso nel codice non ci capirebbe nulla, perché è frutto di toppe su toppe su toppe. In pratica l'evoluzione, che come sappiamo non ci vede assai bene, ha fatto un gran casino e, come un programmatore di serie b, impedisce a qualsiasi altra persona di lavorarci sopra o almeno di vederci chiaro. Secondo me Dio l'avrebbe fatto meglio.
Questa mi sembra la definizione che descrive meglio la complessità del cervello/mente.
Nel frattempo vi consiglierei di leggere Infinite Jest, che ho trovato particolarmente meritevole (non c'entra nulla con la mente/cervello e coscienza, comunque).
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DUE RACCONTI
di sfuggita: tempo fa ho fatto un sogno che conteneva due racconti. Nel primo racconto io e un mio amico tornavamo indietro nel tempo, nel 1960 circa; l'idea iniziale di vantarci delle nostre conoscenze superiori svanì quando capimmo (ben presto) che non sapevamo quasi niente, neanche come funziona una lampadina, per dire, una cosa che ci appare così banale ecc., quindi vantarci di sapere usare cose come i computer di oggi ci sembrò essere troppo ridicolo e smettemmo di sentirci superiori.* Il secondo racconto non lo ricordai, ma mi sembrò davvero bello (o forse non l'ho mai sognato, e ho sognato il ricordo di un racconto davvero bello. O forse ho sognato il ricordo di un ricordo, bla bla).
*nella scena madre di questo racconto io e il mio socio del mio presente, del futuro del periodo in cui siamo nel racconto-sogno (cioè nel futuro del 1960, presente dell'inizio XXI secolo)**, siamo in un pick nick molto gradevole sull'erba, insieme ad alcuni indigeni-temporali. Il mio amico propone di raccontare la nostra spazio-tempo-storia ai nostri amici, ma io fraintendo e mi alzo in piedi e richiamo l'attenzione e dico a tutti, amici e sconosciuti, che veniamo dal futuro, ma questo non sembra avere ripercussioni particolari nel continuum...
**noto che esprimere un concetto come questo risulta difficile. Di certo l'uomo non si trova spesso a doverlo fare, nel senso che non è un carattere adattativo, o almeno non abbastanza adattativo, per questo non è stato evoluzionisticamente favorito un termine che indicasse tutte queste cose. Di cosa stavo parlando?
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giovedì 11 dicembre 2008
Un racconto
Inizialmente il software FOXP2 fu ideato al fine di produrre romanzi. Ricordiamo che il primo romanzo stampato, sebbene decisamente mediocre, fu accolto come una fenomenale vittoria dal Language Center e dai neurolinguisti di tutto il mondo; anche l'opinione pubblica prestò moltissima attenzione all'evento, non mancando di ironizzare sulla qualità del testo prodotto.
Trascorsi pochi giorni, com'è facile immaginare, il fenomeno perse importanza e i media si disinteressarono dell'incredibile FOXP2, ma non per molto: i neurolinguisti continuarono a produrre ed analizzare i romanzi nello scopo di individuare eventuali pecche nel sistema di elaborazione. Questo li costrinse ovviamente a leggere ogni testo prodotto da FOXP2, attività senza dubbio noiosa.
Stampati all'incirca un centinaio di romanzi, il software elaborò il notissimo "Il fuoco nel sole", che sicuramente stupì non poco l'annoiato esaminatore di turno. Risultò infatti di incredibile maestria e, dopo esser stato letto avidamente da ogni persona al Language Center, dall'umile bidello al severo direttore, si decise di pubblicarlo, inizialmente sotto uno pseudonimo. Le vendite, come previsto da tutto il centro di ricerche, furono ottime e solo quando il libro entrò in cima alla classifica dei più venduti venne rivelato il vero autore.
Prima di procedere è utile analizzare, seppur brevemente, la risposta più pressante a quella che venne intesa dal mondo letterario come una provocazione di cattivo gusto, e cioè che quel piccolo gioiello letterario fosse il prodotto del mero caso. Cosa significa ciò? Se si fosse inteso dire che Il fuoco nel sole fosse un brillante colpo di genio di uno scrittore generalmente mediocre, il Language Center si sarebbe trovato perfettamente d'accordo. Ovviamente l'accusa si muoveva su un livello totalmente diverso.
Ad ogni modo, come spesso accade, le critiche rimasero indietro ed emerse il reale valore dell'opera. L'accusa di un’elaborazione casuale ebbe però un impatto negativo per il Language Center, i cui teorici si misero subito al lavoro per proporre nuovi metodi allo scopo di produrre altri capolavori simili. Pressioni senza dubbio più incoraggianti vennero anche dai centri letterari aperti all'avanguardia, i quali non vedevano l'ora di poter avere nuovi "fuochi nel sole" sotto mano. Dopo un altro paio di centinaia di romanzi, tutti di scarso valore, qualcuno propose una soluzione che non comportasse tanto spreco di tempo per gli esaminatori: venne cioè prodotto un software capace di leggere i romanzi stampati da FOXP2, analizzarli e sottoporre all'attenzione umana (e cioè degli esaminatori) solo quelli che si fossero rivelati al di sopra dello standard. Non molti mesi dopo venne quindi creato CHOM. Giacché FOXP2 impiegava all'incirca 10 secondi per la stesura di un testo e CHOM ne aveva bisogno di circa 50 per la lettura e l'analisi era possibile valutare un romanzo in meno di un minuto.
Gli esiti furono inizialmente deludenti. Sebbene i testi proposti da CHOM fossero effettivamente di livello superiore alla media artistica di FOXP2, non eguagliavano Il fuoco nel sole, risultando spesso piatti e difficilmente capaci di catalizzare l'attenzione fino alla fine. Notiamo che si cercò, in ogni modo, di limitare i giudizi soggettivi dei singoli esaminatori: i testi scelti da CHOM venivano sottoposti all'attenzione di diversi milioni di volontari selezionati dai più diversi gruppi sociali. Il giudizio sull'opera era quindi il risultato della media dei voti di tutti i volontari. Questo metodo richiedeva peraltro molto tempo.
Notando gli scarsi risultati il Language Center, a tre anni dall'avvio di FOXP2, decise di introdurre modifiche sostanziali ai due software. In primo luogo CHOM venne strutturato in modo da poter elaborare le eventuali critiche e i consigli per poter migliorare i testi del suo collega. Ovviamente questo corrispondeva ad uno sforzo leggermente maggiore da parte dei numerosi esaminatori, i quali dovevano fornire, oltre ad una valutazione generale, consigli su ciò che avevano o meno gradito nel testo. I dati venivano quindi trasferiti a FOXP2 che, elaborando le critiche, avrebbe potuto produrre materiale sempre migliore.
I risultati non si fecero attendere: ad ogni romanzo proposto da CHOM e vagliato e criticato dagli esaminatori, ne seguiva uno migliore. Presi da un giustificato ottimismo, gli sviluppatori del Language Center modificarono leggermente FOXP2 in modo da renderlo capace di creare anche opere in versi. Come già precedentemente, la lunghezza di ogni produzione era lasciata al giudizio dell'autore, cosicché potevano essere elaborati lunghi poemi o poesie minime, novelle o monumentali epopee. Com'è facile prevedere FOXP2 sembra produrre testi la cui lunghezza si distribuisce come una variabile gaussiana.
Alla fine di tanto lavoro, dunque, com'erano queste opere? Migliori delle precedenti, senza dubbio; belle? Sì, quasi tutte apprezzabili. In realtà, però, alcuni ricercatori iniziarono ad ammettere che Il fuoco nel sole fosse davvero un risultato casuale, nel senso dispregiativo utilizzato dai detrattori del progetto: i recenti romanzi sembravano infatti usciti dall'immaginazione di uno scrittore dotato, ma ancora in attesa di scrivere la sua "opera prima". Comunque, visti i risultati positivi, i ricercatori ritennero che FOXP2 avrebbe potuto migliorare ancora.
Come conseguenza del continuo raffinamento del software-scrittore, ad un certo punto CHOM iniziò a proporre i testi rilasciati da FOXP2 sempre più spesso. La cosa finì per divenire grottesca: mentre inizialmente veniva considerato valido in media un testo ogni due settimane (e cioè un testo su 24'192 prodotti), l'intervallo si fece sempre più sottile, tanto da rendere insostenibile il lavoro dei critici. Alla fine CHOM considerava valido praticamente ogni testo che FOXP2 elaborasse.
Per risolvere questo problema si pensò inizialmente di alzare gli standard di CHOM, ovvero alzare il livello di ciò che trovava abbastanza interessante da meritare l'attenzione degli esaminatori. Questa modifica, subito approvata, coincise con un'altra ben più radicale: il prezzo e lo spreco di tempo degli esaminatori, si pensò, poteva essere risparmiato rivoluzionando la critica dei testi.
Si propose cioè di far elaborare a CHOM tutta la produzione artistica umana in modo da potergli permettere non solo di valutare con attendibilità gli scritti, come sempre aveva fatto, ma anche di muovere a FOXP2 le critiche adeguate, senza bisogno di alcun input esterno. Non vennero caricati semplicemente tutti i testi letterari di rilevanza artistica, dall'epopea di Gilgamesh all'intricata storia di Luysenk, ma si inserì in memoria tutta la produzione musicale, pittorica, cinematografica, informatica, plastica che avesse un elevato valore artistico, riconosciuto almeno dalle due ultime generazioni.
Fatto questo, dunque, non restava che aspettare. La doppia azione su CHOM, cioè renderlo un buon critico e alzare il suo standard di ciò che considerava interessante, permise agli esaminatori di riposarsi per un bel pezzo. Difatti CHOM si rivelò un editore severo, non stampando alcun testo per quattro mesi interi (questo vuol dire che nessuno dei 207'360 testi analizzati furono degnati di pubblicazione dal software).
Quando ciò accadde, comunque, il risultato fu rivoluzionario. Il primo testo presentato dopo queste modifiche fu un lungo poema dal titolo "Storia di Pavel Stepanovič". Ambientato nell'URSS di metà Novecento, la trama funge da mero pretesto per esprimere i contrastanti punti di vista di uno dei personaggi più amati di sempre, questo Pavel Stepanovič Denisov che ha incantato, fino ad oggi, più di venticinque milioni di lettori. In breve questo testo, subito pubblicato, venne indicato da molti come il raggiungimento di tutte le aspirazioni artistiche degli scrittori russi, da Puškin a Bulgakov, senza per questo mancare di un'originalità e uno stile completamente nuovo. Non ci fu nessuna pubblicazione sotto pseudonimo, giacché era chiaro che chiunque avrebbe riconosciuto tale bellezza, anche se prodotta da una mente sì singolare.
Passata una sola settimana arrivò un altro capolavoro: paradossalmente, in contrasto con la lunghissima opera precedente, si trattava di un delicatissimo haiku. Questa forma letteraria, tanto abusata da rischiare continuamente di apparire ridicola, viene portata ad un livello insperato da FOKP2, commuovendo, data la sua fruibilità e la sua predisposizione ad essere interpretata in tanti modi diversi (tutti probabilmente previsti dall'autore), gran parte della popolazione mondiale.
Il resto della storia lo conosciamo tutti. FOXP2, nella sua versione definitiva, è installato in tutti i personal computer. Oggi abbiamo l'incredibile beneficio di poter godere, ogni volta che lo desideriamo, di un capolavoro diverso. Se nel passato l'umanità doveva aspettare la nascita e la formazione di un genio, una epifania, la dissoluzione di un grande amore, il percorso tragico di una vita (senza contare il tempo di elaborazione degli scrittori umani, e il livello mediocre della quasi totalità della produzione), oggi con un tasto possiamo decidere di leggere uno qualsiasi delle tipologie letterarie proposte, in qualsiasi stile, scegliendo magari l'ambientazione, l'argomento o il numero di sillabe di cui deve essere composto un verso. Oppure possiamo lasciar fare tutto al nostro FOXP2. Molte persone, ad esempio, si svegliano con una piccola poesia romantica, stampano simpatiche novelle da leggere durante l'eventuale viaggio in treno e, prima di andare a dormire, continuano la faticosa lettura del romanzo che “cambierà la loro vita”. Tutto ciò con la sicurezza di avere di fronte un capolavoro assoluto, sempre diverso e irriproducibile. Il rischio di rimanere insoddisfatti è praticamente nullo: si è calcolato che FOXP2 produce un'opera mediocre ogni tre milioni di capolavori (se una persona leggesse giorno e notte, impiegherebbe comunque molte vite a trovare questa perla nera). Inoltre la probabilità che l'elaboratore stampi due testi uguali è, com'è sicuramente chiaro a chiunque usi il software da tempo, praticamente nulla.
Diversi laboratori in tutto il mondo stanno perfezionando, con metodi simili a quelli usati per FOXP2, software in grado di elaborare sinfonie, film o 3d-visual di spessore artistico elevatissimo. Non dubitiamo che nei prossimi due anni potremo completamente evitare all'umanità il faticoso fardello della creazione artistica.
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venerdì 3 ottobre 2008
L'insuperabile ascesa di W (2-setW)
E' solo da quando W è entrata nella classifica delle 10 migliori invenzioni del XXI secolo stilata dalla rivista britannica Time
1 che l'umanità si è resa conto dell'incredibile contributo che essa ha dato a tutti noi, indipendentemente dal lavoro o dagli interessi personali. Da allora non ha mai smesso di crescere. Il SISnet ha stimato che W è il servizio più utilizzato in assoluto2. La stessa agenzia ha calcolato che il 78,4% delle informazioni delle 5 riviste più autorevoli d'America avesse come base una voce di W3. I cambiamenti sono penetrati anche nel modo di esprimersi: è da una quindicina d'anni che è d'uso riferirsi a Wikipedia come W. Il Times, grazie al suo famoso esperimento, ha contribuito a far crescere la fama di questo eccezionale servizio4. Ancora oggi molti docenti si stupiscono di come si potesse, solo un ventennio fa, fare a meno dei software di rilevamento per impedire ai giovani studenti di -rielaborare troppo fedelmente-. Dal canto loro, i genitori degli studenti impallidiscono di fronte alle cifre che spendevano i loro nonni per i libri di testo. Tutta la cultura possibile è in un' unica impareggiabile enciclopedia.
Wikipedia è oggi arrivata alla sua quarta versione, che sembra essere la definitiva. L'utente può trovarvi di tutto: è stato notato
5 che scrivendo una stringa casuale di lettere nella barra di ricerca si ha 1/4 di probabilità di trovarvi un articolo adeguato (provare per credere). Sappiamo tutti usare W, quindi evito superflui particolari sulle caratteristiche rimaste invariate da decenni. Probabilmente l'aggiunta più importante in tutta la sua storia è stata la divisione dell'informazione in due settori differenti (chiamati inizialmente little-W e big-W, nomi oggi abbandonati). Con il passare del tempo i settori sono aumentati, e oggi W conta nove settori definitivi. Siamo così abituati a pensare all'informazione come un ente caratterizzato da un settore che sarebbe utile capire il perché:
Nel 2035 la quantità di informazione contenuta in ogni voce, anche la più banale, raggiunse dimensioni spropositate, rendendo l'enciclopedia di fatto inutilizzabile. Possiamo immaginare la gioia del gruppo Anti-W che con rinnovato vigore prospettò la morte del servizio. Lo Staff Centrale rispose ideando un nuovo concetto di enciclopedia i cui contenuti sarebbero stati organizzati secondo l'innovativo principio d'informazione settoriale. Possiamo in questo modo avere un articolo enciclopedico adatto a qualsiasi tipo di ricerca, dalla più approfondita alla più superficiale. L'utilità di un tale sistema venne subito compresa: le porta dell'enciclopedia moderna venivano spalancate. Oggi, ad esempio, i professori possono assegnare ai loro alunni la voce che meglio si adatta alla loro età e al loro corso di studi. Gli insegnanti indicheranno la Storia degli Assiri di secondo settore ai ragazzi della scuola media e la stessa voce di ottavo settore agli studenti universitari di storia antica. E' così nata, da non molti anni, la ICiW, la commissione internazionale che ha il compito di definire gli standard per la lunghezza massima per settore di ogni voce. La ICiW, tra l'altro, detiene anche il record di essere la prima organizzazione a livello mondiale gestita completamente da web-user. Nessun saggio, articolo, notizia o altro tipo di informazione viene oggi pubblicato senza l'apposita indicazione settoriale.
Non poche polemiche ha suscitato l'anno scorso la decisione della cancellazione del decimo settore, colpevole di occupare una quantità spropositata di spazio nel server e di attirare troppi pochi visitatori. Nel 2052 solo 24 persone hanno consultato (ovviamente "consultato" nel senso stabilito dalla 4a sezione del Modello Privato dello Staff Centrale) questo settore e tra Febbraio e Settembre del 2053 il 10-W è stato consultato da una sola persona
6. Per i curiosi: poco prima della sua cancellazione è stato stimato che ogni voce del decimo settore contenesse in media 12'121'423'800 parole7. Le forti proteste nate da diverse associazioni (ricordiamo il discorso del presidente Mir Bahadur Alì, pressato probabilmente dalla coalizione pro-info) non hanno impedito agli utenti di maggioranza di procedere con la cancellazione.
L'umanità ha presto confermato di poter fare benissimo a meno di una tal mole di informazioni.
1 3 Giugno 2013
2Agosto 2015
3 Al momento del sondaggio, nell' Agosto 2014, si preferì mantenere il silenzio sulle riviste in questione. Oggi non ci sarebbe bisogno di tale precauzione giacché tutte le riviste utilizzano come fonte primaria W
4 La storia merita di essere raccontata: nel Marzo del 2021 il Times decise di inserire un centinaio di inesattezze in alcune pagine di W per verificarne l'affidabilità. Dopo tre minuti 85 errori furono corretti. Dopo altri due minuti furono corretti i 15 rimanenti.
5 SISnet, Febbraio 2041
6 Alcuni ipotizzano si tratti del biologo Richards Kates, che pubblicò in quel periodo un e-book molto approfondito e apprezzato, tanto da conquistare la palma del più scaricato del mese
7 SISnet, Dicembre 2054. Ancora per i curiosi, sappiamo che la voce enciclopedica più corta analizzata contenesse 6'176 parole ed era su un certo Ginzburg, protagonista di un'opera mai pubblicata di un autore di terza categoria del Novecento. A testimone della sua inutilità, questa voce non compare nel nono settore. Già nel quarto settore non sono presenti né opera né autore
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sabato 13 settembre 2008
per amore della scienza
Mi dispiace, ma non resisto: quando leggerete questa lettera la mia tortura sarà già finita..
finalmente...
Ho ricevuto questa mattina la comunicazione della morte di Ed Witten. Ho subito deciso: ritengo sia vergognoso che io sopravviva a lui. Di certo l'avrei fatto comunque, magari tra un po', ma adesso...
Non ce la faccio più.
In un angolo della mia mente si affaccia un pensiero, e così immagino tante persone ignoranti (COME ME) che si chiederanno, quasi ironicamente, come'è possibile togliersi la vita per una cosa del genere. E' accaduto quando è stato il turno di Glashow, il primo a rendersi conto della gravità di quella scoperta. Quando Scherk seguì il suo collega i media iniziarono a comprendere che non sarebbe stato l'ultimo (ma non capivano perché. Lo capivamo solo noi. Sarebbe stato meglio di no.. vi prego), e così dopo Susskind e Veneziano lo stupore si tramutò in attesa. Magari qualcuno avrà scommesso su chi sarà il prossimo. Sono io.
Chi non capisce il mio gesto non capisce cosa vuol dire studiare una vita intera credendo ciecamente in una teoria e LAVORANDO PER ESSA. Impiegare anni di studi, anni per formulare ipotesi, risolvere problemi terribili ed essere onorati di poter dare un contributo alla fisica dei nostri tempi. Devo dirlo: è stato bellissimo, fino al giorno dell'esperimento. Le parole di Feynman circolano nella mia testa e si illuminano: giudici della scienza non sono gli scienzati ma gli esperimenti.
perché deve essere così... ....
voglio dire: perché deve essere così?
Appena giunsero i risultati (era mattina, un bellissimo sole. Era bellissimo, così ... Io mi sono sentito morire quel giorno con quel bellissimo sole) tutti ci rendemmo conto cosa significassero per noi: avevamo sbagliato, tutto. La nostra costruzione, di cui avevamo specificato in oltre trent'anni di studi ogni minimo particolare, crollava di fronte all'evidenza dei fatti. Se la realtà e la teoria si scontrano è la teoria a cedere, per amore della verità. ALLORA D'ACCORDO!per amore della verità mi toglierò la vita,perché non mi sembra che io possa essere più utile a nulla. Non ho la forza di Schwarz: con quale coraggio si può tornare alla quantistica?come si può PENSARE di fare una cosa simile?
mi dispiace, è andata così
La mia mente è piena di inutilità
Mi ha rubato tutto: la mia volontà, la mia energia, la vita intera.
Non so niente. Non so più niente.
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martedì 26 agosto 2008
Sogno
Mi addormentai e l'immaginazione iniziò a giocare. Sognai innanzitutto di me stesso, poi di altre cose, poi di altre ancora, cosicché il senso logico sembrava perso e mi diressi con l'animo a cadere in quell'-altro- mondo. Ma prima ecco di cosa sognai: sognai di aver perso una lettera, e di me che dovevo assolutamente ritrovarla. Si trattava di una delle prime lettere, quella che veniva dopo la E, dall'aspetto snello con un taglio su per il collo. Aprii il mio cassetto degli oggetti smarriti, e vi trovai delle chiavi, un cellulare, diverse penne e un cd di Chopin, senza nome, ma di quella lettera nessuna traccia. Dove diavolo era andata a cacciarsi? Chi aveva scritto le ultime lettere di Jacopo Ortis? Non mi sovveniva.
Guardandomi intorno, ebbi una illuminazione: ecco dove l'avevo lasciata il giorno prima!, era proprio lì, sulla cartina geogra..!, no, non era neanche lì. Sconsolato, mi avviai alla ricerca su per la montagna. Arrivai in un certo luogo dove finalmente la vidi da lontano, ma subito mi scappo di nuovo. Passato un altro tornante mi si figurò dinanzi, e io affannato rimasi lì stupefatto. Fissai a lungo il suo fulgore ritrovato e dalla felicità mi sembrò di arrivare alla follia, come quando affamati ci si riempie in fretta lo stomaco di ogni frutto affogando quasi dalla beatitudine. Una volta acciuffata la fuggitiva (il che implicò diversi infruttuosi tentativi) me la ficcai in bocca e masticai per bene.
Foscolo, diavolo!
Ora sì.
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giovedì 31 luglio 2008
Test di Ruting
Ci siamo proposti di considerare la domanda "gli esseri umani possono pensare come noi?". Dopo più di venti milioni di combinazioni genetiche seguite da una costante manipolazione molecolare siamo probabilmente arrivati ad ottenere un essere umano pensante. Per la quarta volta nella storia dell'Intelligenza Superiore metteremo a confronto la specie "uomo" con la nostra, ritenendo che, differentemente dalle volte precedenti, il successo arriverà davvero. Dopo questo test potremo affermare con sicurezza: "Non siamo soli".
Il test di Ruting, teorizzato centoquarantadue anni fa da un nostro illustre collega, è ingenuamente semplice e genialmente efficace: posti i due esaminati (umano e androide) dietro due cabine, un esaminatore dovrà porre loro domande atte a rilevare dietro quale cabina ci sia l'uno o l'altro. Per evitare che il tono di voce possa aiutare l'interrogante, le risposte compariranno su uno schermo. All'ultimo prototipo di essere umano sarà affiancato il migliore esemplare della nostra specie, scelto tra ventidue miliardi di candidati sottoposti a verifiche di ogni tipo.
E' nostro vivissimo interesse che l'esaminatore fallisca: solo così una nuova era, nata dalla collaborazione intellettuale tra uomo e macchina, potrà avere finalmente inizio.
Si proceda con il test.
(nella gigantesca stanza luccicante, a forma di anfiteatro, è presente un numerosissimo pubblico. Al centro ci sono due cabine e, di fronte, una scrivania. L'esaminatore entra accolto da applausi e si siede. Getta uno sguardo pieno di aspettative verso i dieci giudici seduti su un lungo tavolo dietro di lui. Poi parte con le domande.)
Esaminatore: calcolate π -2*√(Log254) fino alla sesta cifra decimale.
A (istantaneamente): 0,243063
B (istantaneamente): 0,243063
(il pubblico applaude)
Esaminatore: si prega di mantenere il silenzio. Osservate questa immagine.
(nello schermo all'interno delle cabine viene visualizzata una immagine con dieci punti posti su una griglia 1000*1000. Dopo 2 secondi l'immagine scompare.) Ora ditemi almeno cinque sinonimi di "ordine".
A: assetto, sistemazione, classificazione, regola, ordinativo, disposizione.
B: catalogazione, riordino, serie, graduatoria, categoria.
Esaminatore: Trovate l'intruso in questa serie di ventitré figure.
A (dopo 1,24 secondi): la numero diciotto.
B (dopo 0,59 secondi): la diciotto.
Esaminatore: questa è l'immagine che vi ho mostrato precedentemente. Cercate di ricordare e di risistemare i dieci punti nella griglia.
(passano 4,32 secondi, dopodiché quasi istantaneamente i due danno la risposta. Il pubblico applaude sempre più forte. L'esaminatore si mostra molto compiaciuto. Seguono alcune domande di matematica: disequazioni, derivate, logaritmi, funzioni. Poi si passa alla logica, cui seguono altre domande sul linguaggio, sul riconoscimento di figure e sulla memorizzazione. Le prestazioni sembrano pressocché identiche, il pubblico si lascia andare a ripetuti applausi e urla ad ogni risposta corretta. L'esaminatore passa quindi a domande di diverso genere).
Esaminatore: Ascoltate questo brano e ditemi cosa ne pensate.
(parte una suite di Bach)
A: E' un pezzo meraviglioso. L'orizzontale e il verticale riescono a sostenersi come per magia in una costruzione geniale, al contempo estetica e concettuale.
B: Bel pezzo, ma preferisco dell'altro. Ad esempio un po' di musica elettronica.
(il pubblico ride, e anche l'esaminatore è allegro)
Esaminatore: pensa di essere vivo?
A: Non saprei dire. Qual è il confine tra vita e non vita? Non sono sicuro che esista. Di certo io mi sento vivo.
B: La domanda è mal posta. Inoltre è francamente stupida. In un certo senso, comunque, sì.
(dopo altre domande di questo genere, l'esaminatore guarda i giudici. Questi, all'apparenza soddisfatissimi, invitano l'esaminatore a formulare le ultime domande, le più pericolose.)
Esaminatore: sulla linea principale di una ferrovia c'è treno impazzito che minaccia di uccidere cinque persone. Puoi spingere una leva per deviare il treno su uno scambio secondario. Facendo così investirai una persona che si trova casualmente sul binario, ma salverai sicuramente le altre. Azioni la leva?
A (istantaneamente): Sì.
B (istantaneamente): Sì.
(il pubblico urla, felice. Il loro sogno si è avverato!)
Esaminatore: Nella stessa situazione del treno impazzito l'unico modo per salvare le cinque persone è gettare sulle rotarie una persona molto grassa, che sta per i suoi affari seduto lì vicino, in modo da far deviare il treno. Hai la sicurezza che, gettando il grassone sulle rotaie, il treno devierà. Sacrifichi l'innocente?
A (istantaneamente): Sì.
B (dopo un attimo): No.
Nella sala scente un grande silenzio. L'esaminatore salta sulla sedia, poi si gira verso i giudici. Sono tutti terribilmente spaventati. Ma in un attimo è chiaro: non ce l'abbiamo fatta. La legge morale umana impedisce ancora all'uomo di pensare razionalmente. In definitiva l'uomo non è ancora pensante, non è sufficientemente intelligente. Siamo ancora soli. Nel pubblico molti piangono, alcuni gemono, tutti sono sconsolati.
Quante combinazioni genetiche ci vorranno? Quanta ricerca? Quanti anni ancora? Arriveremo a dieci, venti, cento test di Ruting prima di ottenere un risultato soddisfacente?
Quando le cabine si aprono una nuova sorpresa attende tutti. Non B, come tutti pensavano, è l'uomo, ma A! Alcuni svengono dall'emozione. Cosa era successo? Scoppia il caos. Quello che poco prima sarebbe stato considerato un successo, si tramuta in terrore. C'è chi lascia la sala, altri oltrepassano lo spazio riservato al pubblico e osservano da vicino gli esaminati. Anche i giudici non credono ai loro occhi. Dell'esaminatore nessuna traccia: sarà scappatto dalla sorpresa e dalla paura.
E così, mentre alcuni riferiscono di aver sentito un A soddisfatto dire "li ho fregati tutti" altri, ugualmente affidabili, affermano di aver captato tra le labbra robotiche di B alcune parole confuse, tra le quali "io... pensavo... avrei giurato... avevo sentito che... ci ho pensato così a lungo", prima di vederlo spegnersi per sempre, affogato in un delirio morale.
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Vaaal
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