sabato 24 novembre 2007

Incomprensibilità della musica moderna

J.S. Bach (1685- 1750), Variazioni Goldberg per clavicembalo a 2 manuali (1740 ca) BWV 988, Aria



Il motivo per cui spesso compositori contemporanei quali Luigi Nono o Iannis Xenakis appaiano assolutamente indecifrabili, è perché si cerca un possibile metodo d'approccio tra quelle che sono le nostre conoscenze abituali in fatto di musica, non trovando alcuna chiave di ascolto accettabile.

Ci ritroviamo sommersi in una successione apparentemente senza senso di suoni acustici o elettrici, di pause lunghe, anche lunghissime, se non proprio di urla, singhiozzi, applausi o brusii sintetizzati, canti di uccelli e ritmi impossibili.

Che razza di roba sarebbe? Musica assurda composta da persone folli, che non hanno la minima idea di cosa sia la bellezza, l'arte, l'armonia.
Questa non è musica!

Scherzo.
Ma in genere (e questo vale anche per persone felicemente inserite nel mondo musicale classico) è ciò che viene in mente al novello ascoltatore di musica moderna. Scetticismo, se non anche ribellione, rifiuto totale, a priori:

Com'è possibile che da Bach siamo giunti a questa merda?


Questo modo di pensare è direttamente correlato all'educazione impartita nei conservatori o, ancor peggio, nelle scuole medie.
Cosa si studia? Molta, moltissima musica, ma... solo musica tonale!
Per esperienza diretta posso confermarvi che nei corsi di storia della musica dei conservatori (sicuramente per i corsi tradizionali è così, ma probabilmente lo è anche per il nuovo ordinamento) si arriva come programma di studio massimo all'inizio del Novecento, affrontando, se proprio l'insegnante ha una gran buona volontà, l'opera di Schoenberg (ma a grandi linee comunque).

E' diffusissima l'opinione che la musica classica si sia fermata al Novecento, per poi essere completamente crepata. Beh, anche se raramente si sente dire in giro "la musica classica oggi non esiste più", ancor più raramente si sentono nominare i compositori di musica contemporanea.

Morta no, ma moribonda sì, e decisamente in pericolo soprattutto in Italia, grazie ad un programma ministeriale (quello adottato nei conservatori del vecchio ordinamento) compilato nel 1930 (!).

Per i pochissimi studenti che vogliano approfondire cosa mai sia successo durante questi settant'anni, non resta da far altro che informarsi in altro modo: il conservatorio, struttura diventata ormai un museo di opere morte per morti, non può fornire nessun aiuto, assolutamente alcuna guida in un panorama veramente complesso (ma non solo per la musica) come quello della modernità.

G. Crumb (1929), Makrokosmos I per pianoforte amplificato (1973), 12. Spiral Galaxy


In questo blog cercherò, di tanto in tanto e sempre limitatamente alle mie conoscenze, di diffondere nella maniera più chiara possibile la musica classica composta cinquant'anni fa, trent'anni fa o l'altro ieri.

Sarà un contributo quasi invisibile. Ma meglio di niente.




Qualche libro:
La Nascita del Novecento - Salvetti - EDT
Il Novecento nell'Europa orientale e negli Stati Uniti - Vinay - EDT
Il Secondo Novecento - Lanza - EDT

2 commenti:

bobregular ha detto...

hai tutto il mio appoggio di smodato "consumatore" di contemporanea!

Buon blogging
bob / RRC

Vaaal ha detto...

Grazie dell'appoggio. Siamo in pochi ma "siamo"!

Ciao!

post correlati