giovedì 24 gennaio 2008

Mai più senza "Musique d'Ameublement"!

Oggi siamo abituati ad ascoltare, quando andiamo in un supermercato, oppure ci troviamo in un negozio o anche all'aereoporto, dal dentista, in ufficio, musica fatta per non essere ascoltata. Un sottofondo sonoro che funge a vari scopi, tra cui ovviamente invogliarci all'acquisto di prodotti, o rilassarci, oppure darci la giusta voglia di lavorare.
Incredibilmente gli albori di questo tipo di musica si situano quando non erano diffusi (e comunque erano difficilmente utilizzabili in questo modo) i mezzi di riproduzione sonora.
Il suo ideatore è "Esotérik" Satie (1866-1925), personalità irrestitibile del panorama artistico di inizio Novecento.
Come già altrove, Satie formula l'idea di questa musica secondo il suo stile di "conformismo ironico".

L. Balestrieri - Ascoltando Beethoven - 1900

Era già entrato nell'uso comune ritenere che non fosse più necessario ascoltare la musica "con la testa tra le mani" (riferimento questo al dipinto di Balestrieri che vedete più sopra). J.Cocteau affermava: "La musica non è necessariamente gondola, destriero, corda tesa; qualche volta è anche sedia". Satie, dal canto suo, non era particolarmente favorevole a questa svalutazione del prodotto artistico, e notava come la gente offrisse, di fronte a ciò che ascoltava, una disinvoltura difficilmente giustificabile. Quale la miglior risposta se non quella di riproporre queste idee così dubbie, ma sotto una diversa prospettiva?
Ed ecco che arriva la Musique d'Ameublement: musica d'arredamento, tappezzeria sonora, un semplice prodotto di consumo. Alcuni dei titoli che Satie dà a queste composizioni sono molto originali: Piastrelle foniche per un lunch, o per una festa di fidanzamento oppure Tappezzeria di ferro battuto, per l'arrivo degli invitati.
Stranamente, a differenza di molte altre provocazioni del compositore, spesso molto meno sensate (e forse per questo più interessanti per i suoi contemporanei), la Musica d'Ameublement riceve uno scarso appoggio da Cocteau e dall'associazione di "giovani promesse" che lo circonda.
La prima esecuzione di questa musica (allo scopo destinato, cioè come musica di intrattenimento mentre il pubblico semplicemente fa altro) ottiene un risultato disastroso, anzi meglio: tragicomico.


E. Satie 1922 - Foto M. Ray

Marzo 1920: durante l'intervallo di una commedia di Max Jacob il pubblico era preventivamente invitato semplicemente a farsi "gli affari propri", mentre gli strumentisti, distribuiti nella sala, avrebbero creato una semplice vibrazione sonora. L'effetto non fu quello desiderato né previsto: all'attacco della musica da parati tutti gli spettatori si diressero verso le loro poltrone. Inutilmente Satie gridava: "Ma parlate, che diamine! Circolate! Non ascoltate!". Non funzionò per niente!
Riporto qui di seguito il testo* di Satie del 1920, da leggere per la sottile ironia unita a quella esagerazione grottesca che caratterizza lo stile di quest'artista al di fuori di ogni classificazione

La "Musique d'Ameublement" è in sostanza un prodotto industriale.
L'abitudine, l'uso, vogliono che si faccia musica in circostanze con le quali la musica non ha niente a che vedere. Si suonano in codeste occasioni "Fantasie d'Opera", "Valzer" e simili, composti per tutt'altro fine.
Noi vogliamo produrre una musica dichiaratamente "utilitaria". L'Arte è un'altra cosa. La "Musique d'Ameublement" crea una vibrazione; non ha altro scopo. Ha la stessa funzione della luce, del calore e del comfort in tutte le sue forme.


La "Musique d'Ameublement" sostituisce vantaggiosamente Marce, Polke, Tanghi, Gavotte e via dicendo.


Esigete la "Musique d'Ameublement".

Niente più riunioni, assemblee e simili, senza "Musique d'Ameublement".

"Musique d'Ameublement" per notai, banche e via dicendo.


La "Musique d'Ameublement" non ha identità.

Niente più matrimoni senza "Musique d'Ameublement".

Disertate le case che non adottano la "Musique d'Ameublement".

Chi non ha mai ascoltato "Musique d'Ameublement", ignora la felicità.


Non addormentatvi senza ascoltare un brano di "Musique d'Ameublement", se volete dormire sonni tranquilli.



I collegamenti con J. Cage e B. Eno meritano un'attenzione particolare: cercherò di ritornarci in seguito.




*La traduzione è di Ornella Volta, tratta dal libro "Quaderni di un mammifero" che in maniera perfetta racchiude, commettandoli, tutti gli scritti del compositore.

1 commento:

Riccardo ha detto...

lettura interessante

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