mercoledì 7 maggio 2008

Satie - appunti

Questi testi rappresentano una scelta tra gli appunti che ho preso durante la lettura del libro "Quaderni di un mammifero" di Satie, curato da Ornella Volta. Tra ironia, profonda saggezza condita da ironia e ironica serietà, uno stralcio di quello che doveva essere la briosa avanguardia francese nel primo Novecento.

"Quel che esiste è utile, ma l'indispensabile è quello che non c'è. La musica di Satie è utile per tutto quello che non vi si trova. Non ha superficie e vi si vedono i pensieri attraverso" Laloy

"La pura ripetizione fa vedere cose molto più strane che razionali" Chesterton (su Vexation, composizione di Satie composta da un tema e due variazioni, il tutto da ripetersi 840 volte)

"Un preludio flaccido ci rilassa notevolmente dopo la tensione delle cattedrali sommerse, delle lune che scendono sul tempio che fu, delle pavane per la infante defunta" Cocteau (riferito ai preludi flaccidi di Satie contrapposti ai pezzi di Debussy e di Ravel)

"Quest'opera è assolutamente incomprensibile, anche per me. Eccezionalmente profonda, non cessa di stupirmi. L'ho scritta mio malgrado, spinto dal Destino" Satie (su Embrioni Disseccati)

"I miei corali eguagliano quelli di Bach, con la sola differenza che sono più rari e meno presuntuosi" Satie (i suoi corali magari sono poco presuntuosi, ma lui?)

"La musica non è necessariamente gondola, destrieri, corda tesa; qualche volta è anche sedia" Cocteau

"Il mio ombrello deve aver paura di avermi perduto" Satie

"Benché le nostre informazioni siano false, non le garantiamo" Satie

"Si può criticare il mestiere di un artista solo se costui continua un sistema. Là dove la forma e la scrittura sono nuove, c'è un mestiere nuovo" Satie (bravissimo!)

Infine, un commento di Cage, appassioanto estimatore della figura di Satie: “Per interessarsi a Satie occorre cominciare non avendo interessi, accettare che un uomo sia un uomo, lasciar perdere le nostre illusioni sull'idea di ordine, di espressione dei sentimenti e tutti gli imbonimenti estetici di cui siamo gli eredi. Non si tratta di sapere se Satie è valido. Egli è indispensabile”

5 commenti:

ENTJ ha detto...

Illuminanti. Noto però che tra le tag hai dimenticato quella più importante: zen.

Vaaal ha detto...

hahaha, beh allora avrei dovuto metterci anche "Vuoto", "Silenzio" e mille altre cose. Mmm.

fran-tes-to ha detto...

la chiosa di Cage è commovente!

RENZO ha detto...

Tra le righe c'è una riflessione sull'avanguardia, che a me intriga sempre. (Più la riflessione che l'avanguardia in sé)
lettura consigliata:
L'impronunciabile parola avanguardia di Andrea Inglese su NI

RENZO ha detto...

A proposito, o forse a sproposito:

parlavo con un musicista che si lamentava tantissimo del pubblico italiano, che avrebbe gusti arretrati. Per avvalorare questa cosa diceva:
"è assurdo che piaccia Morricone, ti rendi conto? Siamo ancora a Rachmaninov."
Ora: a me piace Morricone. La sua peculiarità è nel mischiare pop e musica colta, una cosa abbastanza (post)moderna, che altri musicisti considerati "avanguardia" come Zorn hanno apprezzato e evidenziato.
Che c'entra Rach? Boh. L'avanguardia dev'essere per forza aliena?

Insomma, volevo sapere che ne pensi ;) scusate se mi sono dilungato.

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