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lunedì 19 gennaio 2009
POWERS OF TEN - Charles e Ray Eames
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domenica 18 gennaio 2009
Marvin Minsky
Da wikipedia, Marvin Minsky:
« :Nei giorni in cui Sussman era una matricola, una volta venne da lui Minsky mentre sedeva lavorando al PDP-6.
| |
[Edit]: Ciò che realmente dissi fu, "se fai le connessioni casualmente, avrà ancora preconcetti di come giocare. Solo che non saprai quali sono." -- Marvin Minsky
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lunedì 5 gennaio 2009
IL TORNEO DEL PRIGIONIERO! Partecipa!!
Sono veramente felice di presentarvi il
TORNEO DEL PRIGIONIERO!
Il torneo si baserà sul gioco del dilemma del prigioniero, che sicuramente alcuni di voi conosceranno già. Prendendo spunto da Axelrod che un ventennio fa organizzò questo tipo di torneo chiamando a raccolta la crema degli intellettuali, ho pensato che un'esperienza simile tra i blogger sarebbe stata una cosa davvero entusiasmanete!! Non sapete cos'è questo dilemma? Non preoccupatevi, ecco tutte le informazioni di cui avete bisogno!
Se invece sapete già tutto e non avete voglia di ripassare potete passare direttamente alla spiegazione su come partecipare : )
- IL DILEMMA DEL PRIGIONIERO
1) entrambi giocano la carta "collaborare";
2) A collabora ma B no;
3) B collabora ma A no;
4) Né a né B collaborano;
Ogni alternativa avrà i propri punteggi. Ecco qui la tabella dei punteggi con le quattro combinazioni di Collaborazione (1) e Non Collaborazione (0):
I punteggi non sono assegnati a caso e, soprattutto, il gioco non è puramente speculativo. Per capire il significato di questi punteggi immaginiamo che A e B siano 2 scimmie che debbano scegliere se spulciarsi o meno. Il beneficio massimo è uguale a 5. Ci sono 4 alternative:1) Entrambe le scimmie si spulciano a vicenda (in alto a sinistra). Il beneficio massimo di 5 è abbassato dal costo di dover spulciare l'altra scimmia.
2) A collabora ma B no (nella tabella in basso a sinistra). In questo caso la scimmia B viene spulciata e non dà nulla in cambio. La scimmia A a si affatica per spulciare l'amica e inoltre il suo atto di gentilezza non viene ricambiato. E' quindi il caso peggiore per A.
3) Come 2, ma in questo caso è B che collabora e A no (in alto a destra). E' il caso peggiore per B.
4) Nessuna delle due scimmie si spulcia. Non ricevono benefici ma almeno non si stancano nello spulciare l'altra (in basso a destra).
La cosa interessante di questo gioco è che, se consideriamo le diverse alternative, ci converrebbe SEMPRE "non collaborare". Immaginiamo infatti di essere la scimmia A.
Scegliamo infatti "non collaborare". La scimmia B può Collaborare o Non Farlo. Nel caso che non collabori avremo entrambi punteggio di 1, nel caso collabori lei avrà punteggio di 0 e noi di 5. Proviamo a scegliere "collaborare" e vedremo che i risultati saranno meno positivi (se l'altra scimmia collabora otterremo 3, se non collabora 0!).
Da questo ragionamento sembrerebbe che convenga essere cattivi e menefreghisti! Ma è proprio vero?
Se tutte e due le scimmie adottassero questa strategia utilitaristica (entrambe "non collaborando") otterrebbero un punteggio di 1, molto più basso del caso di reciproca collaborazione (punteggio 3 a testa)! Il problema è che ogni scimmia non sa cosa farà l'altra. Se quindi si sente buona e collabora rischierà che l'altra scimmia non collabori, tradendo la fiducia a suo beneficio. Il punto fondamentale è conoscere lo stile dell'avversario; ad esempio, se notiamo che l'avversario non collabora MAI per noi sarebbe meglio non collaborare. Quindi le partite interessanti sono quelle che durano molte manche.
Spero sia tutto chiaro! Vediamo ora cos'è questo torneo del prigioniero.
- IL TORNEO! COME PARTECIPARE?
Per partecipare basterà inviarmi via mail la vostra strategia, semplicemente in italiano. La mia mail è -> onepiece888 AT tin PUNTO it ; questo perché le strategie devono ovviamente essere segrete agli altri. Ogni partecipante dovrà lasciare un commento IN QUESTO POST nel quale si comunica la propria partecipazione, in modo che ognuno sappia chi partecipa. Le uniche limitazioni saranno date dalla vostra fantasia e dalla mia scarsa capacità di programmatore : D Mi raccomando comunque di essere molto precisi in modo da permettere una facile traduzione in linguaggio basic. Chi ne ha voglia ed è capace può inviarmi il software direttamente in linguaggio basic.
La vittoria andrà al creatore del software che totalizzerà più punti ALLA FINE DEL TORNEO in 300 manche con ogni avversario. Questo vuol dire che un software può anche PERDERE SEMPRE con i singoli avversari, ma può risultare vincitore del torneo se LA SOMMA DEL PUNTEGGIO DI TUTTE LE SFIDE è maggiore della somma dei puntaggi degli altri software. Una volta inseriti i software basterà avviarli e faranno tutto in pochi istanti. Sarà possibile far scontrare singolarmente i software ma, la cosa più interessante è appunto avviare un torneo generale nel quale ogni software si scontrerà con ogni altro.
Nel frattempo rilascio la versione provvisoria del programma dove potrete far combattere diversi software e magari prendere qualche idea. Potete anche giocare "in prima persona" contro uno dei software. Ovviamente sono solo dei programmi base, quelli interessanti dovrete farli voi : D Un programma "minimo" dovrebbe essere in grado di totalizzare più punti di questo tipo di programma stupido!
Le iscrizioni saranno aperte per molto tempo. Mi piacerebbe avere qualcosa come 15-20 partecipanti, ma questo lo vedremo in seguito.
Sarei molto grato a chiunque volesse segnalare questa idea nel proprio blog.
SCARICA -> dilemma del prigioniero v0.6 (sono pochi kb)
se qualcuno vuole controllare il codice può scaricare questo pacchetto (10 kb) (per visualizzare il codice c'è bisogno di vb6.0 e derivati, suppongo)
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sabato 3 gennaio 2009
DIO SANTO MA ALLORA ?! + due racconti
Questo post serve per informarvi che i miei progressi sulla comprensione della coscienza continuano a fare brillanti e deprimenti passi indietro. Più studio l'argomento più mi sembra che l'argomento si scomponga in pezzi sempre più piccoli e sempre più difficili da decifrare. Spero di riuscire a produrre qualcosa entro la tesi di laurea, però. Il problema è che il cervello sembra essere stato sviluppato da un programmatore del tipo di quelli come lo ero io durante le superiori: funziona tutto, ma se qualcuno ficcasse il naso nel codice non ci capirebbe nulla, perché è frutto di toppe su toppe su toppe. In pratica l'evoluzione, che come sappiamo non ci vede assai bene, ha fatto un gran casino e, come un programmatore di serie b, impedisce a qualsiasi altra persona di lavorarci sopra o almeno di vederci chiaro. Secondo me Dio l'avrebbe fatto meglio.
Questa mi sembra la definizione che descrive meglio la complessità del cervello/mente.
Nel frattempo vi consiglierei di leggere Infinite Jest, che ho trovato particolarmente meritevole (non c'entra nulla con la mente/cervello e coscienza, comunque).
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DUE RACCONTI
di sfuggita: tempo fa ho fatto un sogno che conteneva due racconti. Nel primo racconto io e un mio amico tornavamo indietro nel tempo, nel 1960 circa; l'idea iniziale di vantarci delle nostre conoscenze superiori svanì quando capimmo (ben presto) che non sapevamo quasi niente, neanche come funziona una lampadina, per dire, una cosa che ci appare così banale ecc., quindi vantarci di sapere usare cose come i computer di oggi ci sembrò essere troppo ridicolo e smettemmo di sentirci superiori.* Il secondo racconto non lo ricordai, ma mi sembrò davvero bello (o forse non l'ho mai sognato, e ho sognato il ricordo di un racconto davvero bello. O forse ho sognato il ricordo di un ricordo, bla bla).
*nella scena madre di questo racconto io e il mio socio del mio presente, del futuro del periodo in cui siamo nel racconto-sogno (cioè nel futuro del 1960, presente dell'inizio XXI secolo)**, siamo in un pick nick molto gradevole sull'erba, insieme ad alcuni indigeni-temporali. Il mio amico propone di raccontare la nostra spazio-tempo-storia ai nostri amici, ma io fraintendo e mi alzo in piedi e richiamo l'attenzione e dico a tutti, amici e sconosciuti, che veniamo dal futuro, ma questo non sembra avere ripercussioni particolari nel continuum...
**noto che esprimere un concetto come questo risulta difficile. Di certo l'uomo non si trova spesso a doverlo fare, nel senso che non è un carattere adattativo, o almeno non abbastanza adattativo, per questo non è stato evoluzionisticamente favorito un termine che indicasse tutte queste cose. Di cosa stavo parlando?
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giovedì 1 gennaio 2009
Piccolo appunto velocissimo
In questo post de Il Laicista Il Laicista dice: "La sensazione che si voglia negare la libertà di ognuno di credere, nasce spesso dal carattere stringente che certe argomentazioni hanno."
E' proprio ciò che mi è sempre parso, che la scienza fosse come un tiranno che ti prende per i capelli; continuerà ad essere qualcosa di simile finché l'uomo non potrà dimenticare in maniera mirata. Forse è questo il motivo del sentimento di libertà mutilata e di violenza della conoscenza.
Ma ora non possiamo fare altro che farci tirare per i capelli, almeno così mi pare, e alcuni sono perversi masochisti, pure.
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mercoledì 17 dicembre 2008
statistica e libertà
Sul blog Iliade XXIII si pone un problema di statistica interessante. Anche se le mie basi di statistica sono un po' arruginite, mi sembra di capire che il risultato tratto ad alex sia scorretto.
Le statistiche presentano alcuni problemi perché possono essere fatte male, interpretate male o essere semplicemente stupide. Però non sono di certo completamente da buttare, oppure da ignorare, e se sono state compilate da enti esperti possono rivelarci cose molto interessanti.
Il problema nel'analisi di alex si pone perché non è stato specificato il numero della popolazione totale. Cambiando un po' le regole del gioco vedremo come la statistica possa darci delle buone predizioni.
Se in una popolazione (quindi abbandoniamo completamente il carcere) composta da 100 individui A e 100 B notiamo che gli A compiono crimini con una probabilità del 75%, ebbene, cosa ne possiamo inferire? In termini statistici che c'è una correlazione positiva tra il fatto di appartenere al gruppo A e il fatto di commettere crimini (ed è anche un nesso abbastanza marcato!). La statistica, usata in maniera intelligente, non è capace di dirci null'altro.
In seguito potremo analizzare se questa correlazione sia dovuta ad un fattore o ad un altro. Ad esempio potremmo scoprire che gli individui del gruppo A crescono tutti in un ambiente degradato, e quindi sono "costretti" a diventare criminali, e che quindi non e il gruppo A ad essere "intrinsecamente" marcio ma l'ambiente in cui si trova ad essere sfavorevole. Oppure possiamo scoprire che gli individui del gruppo A hanno una maggiore probabilità di sviluppare un complesso di geni che li induca alla violenza. Nel primo caso basterebbe verificare facendo crescere una famiglia A in un quartiere diverso, nel secondo caso la sicurezza è data dall'esattezza e precisione delle conoscenze scientifiche su quell'aspetto genetico.
La correlazione positiva però rimane.
In questo senso, quindi, possiamo effettivamente dire che, esaminando statistiche compilate in maniera corretta, pescando a caso dal gruppo A avremo una maggior probabilità di avere un criminale (maggiore, in questo caso, della media). Non capisco il ragionamento del 50%. Difficilmente un individuo sarà così equilibrato da avere una prob. del 50% di commettere o meno un crimine. Alcuni sono più inclini a farlo, altri no. E' possibile avere una prob. del 50%, ma non necessario.
OVVIAMENTE un individuo non deve essere giudicato dall'appartenenza al gruppo, giacché un individuo A potrebbe far parte di quel 25% di persone oneste*. Tener conto della sua appartenenza può comunque fornire un elemento utile, ma non solo in negativo (ovvero, questa informazione può essere utile non solo alle cattive agenzie assicurative, ma anche al soggetto). Questo punto è interessante: immaginiamo di sapere che nostro figlio, a causa di alcuni geni particolari, abbia una probabilità dell'80% di diventare alcolista. Possiamo pensare che la prob. sia del 50% (diventare o non alcolista), ma questo vuol dire ignorare ottusamente qualsiasi dato. Conoscendo le informazioni in nostro possesso invece potremo mettere da guardia nostro figlio sui pericoli dell'alcol in maniera maggiore, potremo attuare una serie di misure atte a evitare un suo contatto frequente con l'alcol, ecc. La statistica può aiutare un individuo, non solo condannarlo.
Per concludere, quindi, di certo il concetto di "uguale probabilità di essere un criminale o una persona retta" può sembrare una felicissima vittoria del libero arbitrio; se questo concetto però cade sotto la mole di dati che, con semplicità e chiarezza, ci dicono che NON E' COSI', non possiamo di certo chiudere gli occhi.
*così come un gemello monozigote di uno schizofrenico non deve essere rinchiuso in un manicomio prima dell'insorgenza dei sintomi (la schizofrenia in gemelli monozigoti [stesso DNA] e monocoriali [cresciuti nella stessa placenta] è del 60%), anche se la statistica gli è sfavorevole
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lunedì 15 dicembre 2008
scarpe...! Di merda...!
Mi sembra incredibile anche solo immaginare di infliggere sette anni di carcere per un lancio mancato
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domenica 14 dicembre 2008
sull'età pensionabile
Casualmente sono capitato su questo blog. Riporto l'intervento che ora è in cima giacché riassume molte delle motivazioni che vengono proposte a favore della non equiparazione dell'età pensionabile. Eccolo:
Donne e pensioni (il valore dei soldi)
Care signore,
se avete un attimo di tempo, leggete questo e anche questo. Poi fatevi due conti in tasca, casomai recuperando dalla vostra memoria quegli episodi rimossi perché troppo frustanti. Che so? Quella volta che al posto vostro hanno assunto il collega maschio perché doveva sposarsi. Oppure provate a calcolare quante volte, nelle vostre peregrinazioni lavorative (non mi dite che non avete peregrinato e se non l’avete fatto ditemi come vi prego perché voglio imitarvi), il vostro capo è stato una donna. E poi ditemi che conclusioni traete.
Ecco la conclusione che io, uomo, ne traggo. Le motivazioni che Sonia propone contro la proposta di Brunetta mi sembrano riguardare tutt'altro ambito, e cioè la disparità tra i due sessi nel poter accedere ad un certo lavoro o nell'essere retribuite in maniera adeguata. Questo è un argomento interessante, ma non ha nulla a che fare con le pensioni. Il primo e il secondo link non hanno un preciso nesso causale: Brunetta chiede la parità dell'età pensionabile; "nell'Unione europea le donne guadagnano in media il 15% in meno degli uomini e fino al 25% in meno nel settore privato". E allora? Stiamo parlando di pensioni o di retribuzioni? Il ragionamento di Sonia, se ho capito, è il seguente: giacché le donne, in ambito lavorativo, sono trattate peggio degli uomini (da alcuni uomini), dobbiamo trattare peggio gli uomini (tutti) in ambito pensioni. Mi sembra una sorta di dispetto. Usando una metafora: se il mio vicino mi uccide il cane, io come rappresaglia gli stupro la figlia. Sarebbe meglio prendersela con il vicino*, o ancora meglio che fosse impedito di uccidere il cane (e cioè agire in modo da rendere effettiva l'uguaglianza uomo-donna nella possibilità di assunzione femminile** o nel garantire una adeguata retribuzione). Prendersela con la famiglia del vicino non ha senso, è crudele e stupido.
*cioè rivendicare i propri diritti contro la persona in particolare che ostacola la vostra possibilità di avere un lavoro o retribuzione adeguata (adeguata, cioè non per forza pari a quella maschile);
**intendo dire che non per forza si dovrà raggiungere un 50% di impiego femminile nei diversi settori. Si dovrà cioè dare alle donne la possibilità di raggiungere il 50%.
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giovedì 11 dicembre 2008
Un racconto
Inizialmente il software FOXP2 fu ideato al fine di produrre romanzi. Ricordiamo che il primo romanzo stampato, sebbene decisamente mediocre, fu accolto come una fenomenale vittoria dal Language Center e dai neurolinguisti di tutto il mondo; anche l'opinione pubblica prestò moltissima attenzione all'evento, non mancando di ironizzare sulla qualità del testo prodotto.
Trascorsi pochi giorni, com'è facile immaginare, il fenomeno perse importanza e i media si disinteressarono dell'incredibile FOXP2, ma non per molto: i neurolinguisti continuarono a produrre ed analizzare i romanzi nello scopo di individuare eventuali pecche nel sistema di elaborazione. Questo li costrinse ovviamente a leggere ogni testo prodotto da FOXP2, attività senza dubbio noiosa.
Stampati all'incirca un centinaio di romanzi, il software elaborò il notissimo "Il fuoco nel sole", che sicuramente stupì non poco l'annoiato esaminatore di turno. Risultò infatti di incredibile maestria e, dopo esser stato letto avidamente da ogni persona al Language Center, dall'umile bidello al severo direttore, si decise di pubblicarlo, inizialmente sotto uno pseudonimo. Le vendite, come previsto da tutto il centro di ricerche, furono ottime e solo quando il libro entrò in cima alla classifica dei più venduti venne rivelato il vero autore.
Prima di procedere è utile analizzare, seppur brevemente, la risposta più pressante a quella che venne intesa dal mondo letterario come una provocazione di cattivo gusto, e cioè che quel piccolo gioiello letterario fosse il prodotto del mero caso. Cosa significa ciò? Se si fosse inteso dire che Il fuoco nel sole fosse un brillante colpo di genio di uno scrittore generalmente mediocre, il Language Center si sarebbe trovato perfettamente d'accordo. Ovviamente l'accusa si muoveva su un livello totalmente diverso.
Ad ogni modo, come spesso accade, le critiche rimasero indietro ed emerse il reale valore dell'opera. L'accusa di un’elaborazione casuale ebbe però un impatto negativo per il Language Center, i cui teorici si misero subito al lavoro per proporre nuovi metodi allo scopo di produrre altri capolavori simili. Pressioni senza dubbio più incoraggianti vennero anche dai centri letterari aperti all'avanguardia, i quali non vedevano l'ora di poter avere nuovi "fuochi nel sole" sotto mano. Dopo un altro paio di centinaia di romanzi, tutti di scarso valore, qualcuno propose una soluzione che non comportasse tanto spreco di tempo per gli esaminatori: venne cioè prodotto un software capace di leggere i romanzi stampati da FOXP2, analizzarli e sottoporre all'attenzione umana (e cioè degli esaminatori) solo quelli che si fossero rivelati al di sopra dello standard. Non molti mesi dopo venne quindi creato CHOM. Giacché FOXP2 impiegava all'incirca 10 secondi per la stesura di un testo e CHOM ne aveva bisogno di circa 50 per la lettura e l'analisi era possibile valutare un romanzo in meno di un minuto.
Gli esiti furono inizialmente deludenti. Sebbene i testi proposti da CHOM fossero effettivamente di livello superiore alla media artistica di FOXP2, non eguagliavano Il fuoco nel sole, risultando spesso piatti e difficilmente capaci di catalizzare l'attenzione fino alla fine. Notiamo che si cercò, in ogni modo, di limitare i giudizi soggettivi dei singoli esaminatori: i testi scelti da CHOM venivano sottoposti all'attenzione di diversi milioni di volontari selezionati dai più diversi gruppi sociali. Il giudizio sull'opera era quindi il risultato della media dei voti di tutti i volontari. Questo metodo richiedeva peraltro molto tempo.
Notando gli scarsi risultati il Language Center, a tre anni dall'avvio di FOXP2, decise di introdurre modifiche sostanziali ai due software. In primo luogo CHOM venne strutturato in modo da poter elaborare le eventuali critiche e i consigli per poter migliorare i testi del suo collega. Ovviamente questo corrispondeva ad uno sforzo leggermente maggiore da parte dei numerosi esaminatori, i quali dovevano fornire, oltre ad una valutazione generale, consigli su ciò che avevano o meno gradito nel testo. I dati venivano quindi trasferiti a FOXP2 che, elaborando le critiche, avrebbe potuto produrre materiale sempre migliore.
I risultati non si fecero attendere: ad ogni romanzo proposto da CHOM e vagliato e criticato dagli esaminatori, ne seguiva uno migliore. Presi da un giustificato ottimismo, gli sviluppatori del Language Center modificarono leggermente FOXP2 in modo da renderlo capace di creare anche opere in versi. Come già precedentemente, la lunghezza di ogni produzione era lasciata al giudizio dell'autore, cosicché potevano essere elaborati lunghi poemi o poesie minime, novelle o monumentali epopee. Com'è facile prevedere FOXP2 sembra produrre testi la cui lunghezza si distribuisce come una variabile gaussiana.
Alla fine di tanto lavoro, dunque, com'erano queste opere? Migliori delle precedenti, senza dubbio; belle? Sì, quasi tutte apprezzabili. In realtà, però, alcuni ricercatori iniziarono ad ammettere che Il fuoco nel sole fosse davvero un risultato casuale, nel senso dispregiativo utilizzato dai detrattori del progetto: i recenti romanzi sembravano infatti usciti dall'immaginazione di uno scrittore dotato, ma ancora in attesa di scrivere la sua "opera prima". Comunque, visti i risultati positivi, i ricercatori ritennero che FOXP2 avrebbe potuto migliorare ancora.
Come conseguenza del continuo raffinamento del software-scrittore, ad un certo punto CHOM iniziò a proporre i testi rilasciati da FOXP2 sempre più spesso. La cosa finì per divenire grottesca: mentre inizialmente veniva considerato valido in media un testo ogni due settimane (e cioè un testo su 24'192 prodotti), l'intervallo si fece sempre più sottile, tanto da rendere insostenibile il lavoro dei critici. Alla fine CHOM considerava valido praticamente ogni testo che FOXP2 elaborasse.
Per risolvere questo problema si pensò inizialmente di alzare gli standard di CHOM, ovvero alzare il livello di ciò che trovava abbastanza interessante da meritare l'attenzione degli esaminatori. Questa modifica, subito approvata, coincise con un'altra ben più radicale: il prezzo e lo spreco di tempo degli esaminatori, si pensò, poteva essere risparmiato rivoluzionando la critica dei testi.
Si propose cioè di far elaborare a CHOM tutta la produzione artistica umana in modo da potergli permettere non solo di valutare con attendibilità gli scritti, come sempre aveva fatto, ma anche di muovere a FOXP2 le critiche adeguate, senza bisogno di alcun input esterno. Non vennero caricati semplicemente tutti i testi letterari di rilevanza artistica, dall'epopea di Gilgamesh all'intricata storia di Luysenk, ma si inserì in memoria tutta la produzione musicale, pittorica, cinematografica, informatica, plastica che avesse un elevato valore artistico, riconosciuto almeno dalle due ultime generazioni.
Fatto questo, dunque, non restava che aspettare. La doppia azione su CHOM, cioè renderlo un buon critico e alzare il suo standard di ciò che considerava interessante, permise agli esaminatori di riposarsi per un bel pezzo. Difatti CHOM si rivelò un editore severo, non stampando alcun testo per quattro mesi interi (questo vuol dire che nessuno dei 207'360 testi analizzati furono degnati di pubblicazione dal software).
Quando ciò accadde, comunque, il risultato fu rivoluzionario. Il primo testo presentato dopo queste modifiche fu un lungo poema dal titolo "Storia di Pavel Stepanovič". Ambientato nell'URSS di metà Novecento, la trama funge da mero pretesto per esprimere i contrastanti punti di vista di uno dei personaggi più amati di sempre, questo Pavel Stepanovič Denisov che ha incantato, fino ad oggi, più di venticinque milioni di lettori. In breve questo testo, subito pubblicato, venne indicato da molti come il raggiungimento di tutte le aspirazioni artistiche degli scrittori russi, da Puškin a Bulgakov, senza per questo mancare di un'originalità e uno stile completamente nuovo. Non ci fu nessuna pubblicazione sotto pseudonimo, giacché era chiaro che chiunque avrebbe riconosciuto tale bellezza, anche se prodotta da una mente sì singolare.
Passata una sola settimana arrivò un altro capolavoro: paradossalmente, in contrasto con la lunghissima opera precedente, si trattava di un delicatissimo haiku. Questa forma letteraria, tanto abusata da rischiare continuamente di apparire ridicola, viene portata ad un livello insperato da FOKP2, commuovendo, data la sua fruibilità e la sua predisposizione ad essere interpretata in tanti modi diversi (tutti probabilmente previsti dall'autore), gran parte della popolazione mondiale.
Il resto della storia lo conosciamo tutti. FOXP2, nella sua versione definitiva, è installato in tutti i personal computer. Oggi abbiamo l'incredibile beneficio di poter godere, ogni volta che lo desideriamo, di un capolavoro diverso. Se nel passato l'umanità doveva aspettare la nascita e la formazione di un genio, una epifania, la dissoluzione di un grande amore, il percorso tragico di una vita (senza contare il tempo di elaborazione degli scrittori umani, e il livello mediocre della quasi totalità della produzione), oggi con un tasto possiamo decidere di leggere uno qualsiasi delle tipologie letterarie proposte, in qualsiasi stile, scegliendo magari l'ambientazione, l'argomento o il numero di sillabe di cui deve essere composto un verso. Oppure possiamo lasciar fare tutto al nostro FOXP2. Molte persone, ad esempio, si svegliano con una piccola poesia romantica, stampano simpatiche novelle da leggere durante l'eventuale viaggio in treno e, prima di andare a dormire, continuano la faticosa lettura del romanzo che “cambierà la loro vita”. Tutto ciò con la sicurezza di avere di fronte un capolavoro assoluto, sempre diverso e irriproducibile. Il rischio di rimanere insoddisfatti è praticamente nullo: si è calcolato che FOXP2 produce un'opera mediocre ogni tre milioni di capolavori (se una persona leggesse giorno e notte, impiegherebbe comunque molte vite a trovare questa perla nera). Inoltre la probabilità che l'elaboratore stampi due testi uguali è, com'è sicuramente chiaro a chiunque usi il software da tempo, praticamente nulla.
Diversi laboratori in tutto il mondo stanno perfezionando, con metodi simili a quelli usati per FOXP2, software in grado di elaborare sinfonie, film o 3d-visual di spessore artistico elevatissimo. Non dubitiamo che nei prossimi due anni potremo completamente evitare all'umanità il faticoso fardello della creazione artistica.
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venerdì 24 ottobre 2008
Le foto di Helmut Newton sono ad alto contenuto erotico. Le scene di nudo potrebbero però provocare turbamento e ferire la sensibilità di qualche lettore.
La mia assenza non è dovuta né ad una attiva e appassionata partecipazione ad azioni studentesche (anche se mi piacerebbe) né ad un abbonamento mensile a BangBros. Ho poco tempo e comunque per me non è proprio il periodo giusto per scrivere in maniera spensierata.
(belle quelle foto)
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venerdì 3 ottobre 2008
L'insuperabile ascesa di W (2-setW)
E' solo da quando W è entrata nella classifica delle 10 migliori invenzioni del XXI secolo stilata dalla rivista britannica Time
1 che l'umanità si è resa conto dell'incredibile contributo che essa ha dato a tutti noi, indipendentemente dal lavoro o dagli interessi personali. Da allora non ha mai smesso di crescere. Il SISnet ha stimato che W è il servizio più utilizzato in assoluto2. La stessa agenzia ha calcolato che il 78,4% delle informazioni delle 5 riviste più autorevoli d'America avesse come base una voce di W3. I cambiamenti sono penetrati anche nel modo di esprimersi: è da una quindicina d'anni che è d'uso riferirsi a Wikipedia come W. Il Times, grazie al suo famoso esperimento, ha contribuito a far crescere la fama di questo eccezionale servizio4. Ancora oggi molti docenti si stupiscono di come si potesse, solo un ventennio fa, fare a meno dei software di rilevamento per impedire ai giovani studenti di -rielaborare troppo fedelmente-. Dal canto loro, i genitori degli studenti impallidiscono di fronte alle cifre che spendevano i loro nonni per i libri di testo. Tutta la cultura possibile è in un' unica impareggiabile enciclopedia.
Wikipedia è oggi arrivata alla sua quarta versione, che sembra essere la definitiva. L'utente può trovarvi di tutto: è stato notato
5 che scrivendo una stringa casuale di lettere nella barra di ricerca si ha 1/4 di probabilità di trovarvi un articolo adeguato (provare per credere). Sappiamo tutti usare W, quindi evito superflui particolari sulle caratteristiche rimaste invariate da decenni. Probabilmente l'aggiunta più importante in tutta la sua storia è stata la divisione dell'informazione in due settori differenti (chiamati inizialmente little-W e big-W, nomi oggi abbandonati). Con il passare del tempo i settori sono aumentati, e oggi W conta nove settori definitivi. Siamo così abituati a pensare all'informazione come un ente caratterizzato da un settore che sarebbe utile capire il perché:
Nel 2035 la quantità di informazione contenuta in ogni voce, anche la più banale, raggiunse dimensioni spropositate, rendendo l'enciclopedia di fatto inutilizzabile. Possiamo immaginare la gioia del gruppo Anti-W che con rinnovato vigore prospettò la morte del servizio. Lo Staff Centrale rispose ideando un nuovo concetto di enciclopedia i cui contenuti sarebbero stati organizzati secondo l'innovativo principio d'informazione settoriale. Possiamo in questo modo avere un articolo enciclopedico adatto a qualsiasi tipo di ricerca, dalla più approfondita alla più superficiale. L'utilità di un tale sistema venne subito compresa: le porta dell'enciclopedia moderna venivano spalancate. Oggi, ad esempio, i professori possono assegnare ai loro alunni la voce che meglio si adatta alla loro età e al loro corso di studi. Gli insegnanti indicheranno la Storia degli Assiri di secondo settore ai ragazzi della scuola media e la stessa voce di ottavo settore agli studenti universitari di storia antica. E' così nata, da non molti anni, la ICiW, la commissione internazionale che ha il compito di definire gli standard per la lunghezza massima per settore di ogni voce. La ICiW, tra l'altro, detiene anche il record di essere la prima organizzazione a livello mondiale gestita completamente da web-user. Nessun saggio, articolo, notizia o altro tipo di informazione viene oggi pubblicato senza l'apposita indicazione settoriale.
Non poche polemiche ha suscitato l'anno scorso la decisione della cancellazione del decimo settore, colpevole di occupare una quantità spropositata di spazio nel server e di attirare troppi pochi visitatori. Nel 2052 solo 24 persone hanno consultato (ovviamente "consultato" nel senso stabilito dalla 4a sezione del Modello Privato dello Staff Centrale) questo settore e tra Febbraio e Settembre del 2053 il 10-W è stato consultato da una sola persona
6. Per i curiosi: poco prima della sua cancellazione è stato stimato che ogni voce del decimo settore contenesse in media 12'121'423'800 parole7. Le forti proteste nate da diverse associazioni (ricordiamo il discorso del presidente Mir Bahadur Alì, pressato probabilmente dalla coalizione pro-info) non hanno impedito agli utenti di maggioranza di procedere con la cancellazione.
L'umanità ha presto confermato di poter fare benissimo a meno di una tal mole di informazioni.
1 3 Giugno 2013
2Agosto 2015
3 Al momento del sondaggio, nell' Agosto 2014, si preferì mantenere il silenzio sulle riviste in questione. Oggi non ci sarebbe bisogno di tale precauzione giacché tutte le riviste utilizzano come fonte primaria W
4 La storia merita di essere raccontata: nel Marzo del 2021 il Times decise di inserire un centinaio di inesattezze in alcune pagine di W per verificarne l'affidabilità. Dopo tre minuti 85 errori furono corretti. Dopo altri due minuti furono corretti i 15 rimanenti.
5 SISnet, Febbraio 2041
6 Alcuni ipotizzano si tratti del biologo Richards Kates, che pubblicò in quel periodo un e-book molto approfondito e apprezzato, tanto da conquistare la palma del più scaricato del mese
7 SISnet, Dicembre 2054. Ancora per i curiosi, sappiamo che la voce enciclopedica più corta analizzata contenesse 6'176 parole ed era su un certo Ginzburg, protagonista di un'opera mai pubblicata di un autore di terza categoria del Novecento. A testimone della sua inutilità, questa voce non compare nel nono settore. Già nel quarto settore non sono presenti né opera né autore
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martedì 16 settembre 2008
Dialoghi Sacri -> l'arte nell'era della sua riproducibilità tecnica (con una spruzzata di bianco)
Il giorno prima piovve tanto.
R si affacciava alla finestra del conservatorio mentre il Maestro e N parlavano di qualcosa. M era poco distante da loro. Sul piazzale di sotto una gigantesca pozzanghera accumulatasi a causa di un ambiguo dislivello del cemento colpì la sua attenzione. Emanava tantissimi colori, tutti dominati dal rosa, dal verde, dall'azzurro e... Il sole si rifletteva magnificamente, la leggera brezza scuoteva la superficie facendo oscillare le sfumature.
R: M, vieni qui.. guarda!
M: ..!!
R: ...
M: Bellissimo!
R: Gli facciamo una foto?
M: No. Che rimanga una cosa solo per noi due, solo per questo istante e mai più..
.
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sabato 13 settembre 2008
Dennett, zombie e coscienza
Questo intervento si basa su quest'altro e in particolare su una risposta ad un commento ENTJ che ci racconta l'interessante ipotesi dello zombie formulata da Dennett. Eccola:
Filosoficamente un zombie è un essere ipotetico, identico in tutto e per tutto a un essere umano, escluso il fatto che lo si suppone privo di coscienza. La domanda è: secondo voi, può esistere uno zombie? E' possibile che un organismo privo di coscienza (qualunque cosa sia) ne simuli perfettamente una, a tutti gli effetti esterni? E ancora: come potreste dimostrare che io non sono uno zombie? Come potete immaginare, gli scenari speculativi si sprecano. Detto brutalmente, alla fin fine Dennett sostiene che tutti noi in realtà siamo zombie, in quanto la coscienza sarebbe nient'altro che un'utile illusione creata nel nostro cervello dall'evoluzione.
Dopo aver letto il commento ho subito scritto alcune considerazioni che ho esitato a pubblicare per paura che mi sfuggisse qualcosa di banale. In effetti mi sembrava un po' strano che Dennett potesse presentare un "paradosso" così ehm.. povero. Riporto le mie considerazioni iniziali:
L'errore principale sta nell'ipotizzare che un essere senza coscienza possa imitare completamente i nostri comportamenti. In fondo nulla ci dice che così debba essere, e l'unico modo per rispondere affermativamente è che la coscienza non abbia nessuna funzione particolare e quindi possiamo anche ignorare la sua esistenza. Dennett postula che la coscienza non esiste e dimostra che... la coscienza non esiste!
Detto questo qualche precisazione: non sono sicuro che la coscienza esista. Credo solo che pensare di poter dimostrare una cosa tanto fondamentale utilizzando un semplice ragionamento verbale sia troppo riduttivo. In effetti alcuni dati fanno propenderepiù facilmente per quest'alternativa (la coscienza è una invenzione illusoria sviluppata per fini evoluzionistici). Potrebbe essere così, anche se il nostro sé si ribella ad ogni costo. Ma il dibattito è in corso e l'unica cosa certa è che appare molto interessante!
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Oggi avevo un po' di tempo e ho cercato qualche informazione in più, ed ecco cosa ho trovato. Qui si dice che questo paradosso è di David Chalmers che sinceramente non conoscevo e qui che proprio Dennett sembra mostrare l'inconcludenza di tale ipotesi. Sono entrambi ottimi blog che vi potrebbero interessare. Segnalo una parte interessante presa dal primo sito :
"Alla luce di queste considerazioni, l’idea di una coscienza priva di qualsiasi funzione nella vita concreta degli organismi, e in particolare dell’uomo, su cui si basa la tesi dell’indistinguibilità degli zombi dagli esseri umani, appare largamente implausibile. Infatti, se la coscienza conferisce un qualche vantaggio adattativo agli organismi che ne sono dotati, rispetto a quelli che ne sono privi, tale vantaggio deve necessariamente manifestarsi attraverso una differenza più o meno marcata nei rispettivi comportamenti. In tale prospettiva, la nozione di zombi, introdotta da Chalmers per dimostrare l’irriducibilità della coscienza, appare del tutto inconsistente perché basata sul presupposto della non rilevanza causale della coscienza. Presupposto tutto da dimostrare e anzi probabilmente falso."
Aggiungerei che, però, nessuno ci dà la certezza che l'evoluzione abbia sviluppato un carattere che chiamiamo coscienza. Certo, se l'avesse fatto sarebbe probabilmente distinguibile per le ragioni addotte, ma insomma, boh.
Infine aggiungo che la domanda principale da porre prima di iniziare qualsiasi dibattito dovrebbe essere: cosa dobbiamo intendere per coscienza? Proverò ad approfondire nei prossimi post.
per amore della scienza
Mi dispiace, ma non resisto: quando leggerete questa lettera la mia tortura sarà già finita..
finalmente...
Ho ricevuto questa mattina la comunicazione della morte di Ed Witten. Ho subito deciso: ritengo sia vergognoso che io sopravviva a lui. Di certo l'avrei fatto comunque, magari tra un po', ma adesso...
Non ce la faccio più.
In un angolo della mia mente si affaccia un pensiero, e così immagino tante persone ignoranti (COME ME) che si chiederanno, quasi ironicamente, come'è possibile togliersi la vita per una cosa del genere. E' accaduto quando è stato il turno di Glashow, il primo a rendersi conto della gravità di quella scoperta. Quando Scherk seguì il suo collega i media iniziarono a comprendere che non sarebbe stato l'ultimo (ma non capivano perché. Lo capivamo solo noi. Sarebbe stato meglio di no.. vi prego), e così dopo Susskind e Veneziano lo stupore si tramutò in attesa. Magari qualcuno avrà scommesso su chi sarà il prossimo. Sono io.
Chi non capisce il mio gesto non capisce cosa vuol dire studiare una vita intera credendo ciecamente in una teoria e LAVORANDO PER ESSA. Impiegare anni di studi, anni per formulare ipotesi, risolvere problemi terribili ed essere onorati di poter dare un contributo alla fisica dei nostri tempi. Devo dirlo: è stato bellissimo, fino al giorno dell'esperimento. Le parole di Feynman circolano nella mia testa e si illuminano: giudici della scienza non sono gli scienzati ma gli esperimenti.
perché deve essere così... ....
voglio dire: perché deve essere così?
Appena giunsero i risultati (era mattina, un bellissimo sole. Era bellissimo, così ... Io mi sono sentito morire quel giorno con quel bellissimo sole) tutti ci rendemmo conto cosa significassero per noi: avevamo sbagliato, tutto. La nostra costruzione, di cui avevamo specificato in oltre trent'anni di studi ogni minimo particolare, crollava di fronte all'evidenza dei fatti. Se la realtà e la teoria si scontrano è la teoria a cedere, per amore della verità. ALLORA D'ACCORDO!per amore della verità mi toglierò la vita,perché non mi sembra che io possa essere più utile a nulla. Non ho la forza di Schwarz: con quale coraggio si può tornare alla quantistica?come si può PENSARE di fare una cosa simile?
mi dispiace, è andata così
La mia mente è piena di inutilità
Mi ha rubato tutto: la mia volontà, la mia energia, la vita intera.
Non so niente. Non so più niente.
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Sabato - mattina - ...
finalmente a salerno piove... (e tanto)
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venerdì 12 settembre 2008
Crollo della mente bicamerale
J. Jaynes nel suo meraviglioso (meraviglioso!) libro Il crollo della mente bicamerale e l'origine della coscienza mi fa sapere, carezzandomi con delle argomentazioni sensuali, che la coscienza NON E':
- memoria
- necessaria per i concetti
- necessaria per l'apprendimento
- necessaria per il pensiero
- necessaria per il ragionamento
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lunedì 8 settembre 2008
en passant
Volevo segnalare l'avventura misteriosa di un povero internauta che è entrato nel mio blog digitando queste chiavi di ricerca. La tragica storia che fa da sfondo la lascio alla vostra immaginazione. Iniziamo con:
"sto per morire?"
poi, qualche giorno dopo, la certezza del triste destino:
"sto per morire."
e infine il finale positivo con:
"non sono morto."
Sono felice per te! Davvero..
Anche se ne ho parlato solo di sfuggita, alcune visite mi sono arrivate grazie al post sull'LHC. Tra queste, tre erano particolarmente divertenti.
Abbiamo l'eremita:
"sono in un buco nero"
l'attivista:
"fermiamo lhc"
e infine quello che è davvero seccato da queste inutili polemiche senza fondamento:
"ce lo avete in testa il buco nero"
hahahaha chiunque tu sia... grazie! Mi hai fatto divertire.
Anche Bollate mi rifornisce di persone curiose. Uno infatti ha cercato
"sesso bollate"
caro amico, sei libero di cercare sesso amore e fantasia dove vuoi, ma vorrei ricordarti alcuni avvenimenti inquietanti che capitano di tanto in tanto a Bollate:
LA PROSTITUTA SI RIVELA UN UOMO E RAPINA IL CLIENTE CON LA PISTOLA
e, ancora peggio:
LEI NUDA CON ANIMALI UCCISI COI TACCHI, LUI FA SESSO IN STRADA CON UNA ZUCCHINA
insomma, magari Bollate va davvero bene per cercare sesso... ma solo per persone con gusti particolari, ecco.
Saluti.
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domenica 7 settembre 2008
Triangoli coscienti
(il download dell'immagine potrebbe essere un po' lungo)
fatemi sapere se è di vostro gusto!
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venerdì 5 settembre 2008
Bollate bollate bollate
Ecco alcuni titoli dal settimanale online Settegiorni.it (no!, sito in manutenzione) del mirabolante comune di Bollate. Purtroppo nell'ultimo periodo le notizie sono state piuttosto scarse a causa dell'estate che evidentemente ha portato molti dei bollettani più attivi fuori dalla loro cittadina. O forse il titolista è stato licenziato? Non preoccupatevi, l'ultimo bollettino sembra già ristabilire una certa sintonia con i vecchi capolavori
IL MATTONE NON ENTUSIASMA PIU'
LADRI IN FUGA: C'E' UN PITONE! (hahaha)
UN SEMAFORO «INVISIBILE»
I PIU' RICCHI SIAMO NOI (YEAH!)
LADRO E PURE MANESCO: RUBA AL SUPERMERCATO E PICCHIA LA CASSIERA (un ladro dalle mille sfaccettature)
TANICA MISTERIOSA: CONTENEVA VELENI? (un nuovo caso per i nostri detective!)
LA PROSTITUTA SI RIVELA UN UOMO E RAPINA IL CLIENTE CON LA PISTOLA
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martedì 2 settembre 2008
Un piccolo libro su una grande memoria
"Volete che la temperatura della mano destra salga e scenda invece quella della sinistra? Cominciamo...
[le temperature vengono verificate con un termometro]
Neanche qui mi sembra vi sia qualcosa di eccezionale: vedo che sto avvicinando la mano destra a una stufa accesa e ne sento sempre più intensamente il calore... Come volete che la sua temperatura non cresca? Nella mano sinistra, invece, tengo un pezzo di ghiaccio: ecco, lo vedo, stringo la mano... ed essa naturalmente diventa più fredda"
"... Per me non v'è grande differenza fra quel che immagino e quello che esiste nella realtà. Spesso, se immagino un certo avvenimento, si verifica proprio nel modo in cui l'avevo pensato. [...] E se, invece, talvolta va diversamente, mi sembra che la causa sia da ricercare nella mia stanchezza o in una mia distrazione o nel fatto che la volontà dell'altra persona fosse rivolta altrove..."
"Ancora a diciotto anni, non riuscivo a capire come i miei compagni potessero prepararsi a diventare chi contabile, chi commesso viaggiatore... Per me, la cosa più importante nella vita non è la professione, ma qualcosa di piacevole, di grande, che mi accadrà... [...] Ciò di cui mi occupavo, scrivere articoli di fondo, lavorare nel cinema, "non era ancora quello", era soltanto provvisorio. Un giorno mi capitò di leggere il bollettino azionario e avendo dato prova di ricordare tutte le quotazioni della borsa diventai agente di cambio, ma non era "quello": guadagnavo semplicemente dei soldi, ma la vita vera era un'altra...
Era tutto nei sogni e non nella realtà... Restavo abitualmente passivo, senza capire che gli anni passano: tutto era "per adesso"... E avevo questa sensazione "ho soltanto 25 anni", "soltanto trenta"... e tutto è da venire. [...] Così è ancora oggi: il tempo passa, potre raggiungere obiettivi ambiziosi, ma aspetto sempre qualche cosa... E così son rimasto..."
Lurija A. R.
l'incredibile, indimenticabile e prodigiosa storia di un uomo che è più che umano, meno che umano, che è altro dall'uomo. Un capolavoro di divulgazione psicologica, un capolavoro...
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